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Infrangere i Legami: La Germania Potrebbe Eliminare i Componenti Cinesi dal 5G

Ricardo Nardini : 14 Giugno 2024 10:55

La Germania valuta l’eliminazione dei componenti cinesi critici dalla sua rete 5G. Un portavoce dell’Interno del governo ha confermato che l’infrastruttura tedesca della telefonia mobile è in fase di revisione. Se questa iniziativa avrà successo, gli operatori tedeschi dovranno eliminare i componenti Huawei e ZTE dalla propria rete.

Le sanzioni e timori di spionaggio

Le aziende cinesi Huawei e ZTE sono ancora una volta sotto i riflettori. In un certo senso, non hanno smesso di esserlo da quando, nel 2010, il governo degli Stati Uniti ha iniziato a indagare su una, la ZTE, sospettata di mantenere accordi commerciali con l’Iran e la Corea del Nord. I prodotti di questa azienda contenevano componenti di origine americana, e avviò l’amministrazione di Donald Trump nel marzo 2017 a imporre una sanzione esemplare di ben 1,2 miliardi di dollari.

L’odissea di ZTE e Huawei era appena iniziata perché nel febbraio 2018, il governo degli Stati Uniti ha accusato queste due società, sostenendo che i loro prodotti non erano sicuri per il pubblico americano. I suoi possibili legami con il governo cinese avevano messo in allarme non solo gli Stati Uniti, ma anche Europa e Australia.

Il resto è storia, le sanzioni degli Stati Uniti e di alcuni dei suoi alleati continuano a intensificarsi, e ora è la più grande potenza economica europea che si prepara ad attaccare Huawei e ZTE.

Un riassetto dell’installato

La Germania prevede di eliminare i componenti cinesi dalla sua infrastruttura 5G nel 2026, e questo è molto serio. Il governo tedesco sta valutando la possibilità di eliminare dalla sua rete 5G entro il 2026 i componenti critici di origine cinese. Molti di essi sono stati prodotti da Huawei e ZTE, il che pone queste due aziende cinesi nuovamente al centro dell’attenzione.

La proposta di blocco è un’iniziativa del Ministero dell’Interno, che adduce motivi di sicurezza nazionale per diffidare dei componenti cinesi installati nelle sue apparecchiature di telecomunicazione di ultima generazione.

Per il momento i Ministeri degli Esteri e dell’Economia hanno aderito alla proposta del Viminale. Curiosamente non lo ha fatto il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture digitali. Secondo Bloomberg, quest’ultima istituzione ha affermato che l’industria tedesca è contraria all’approvazione della misura proposta dal Ministero degli Interni a causa del profondo impatto che avrebbe sulle sue attività.

Solo una proposta

Tuttavia, un portavoce del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture Digitali assicura che l’organizzazione di cui fa parte non sta bloccando questa iniziativa.

Al momento il governo tedesco non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale a sostegno delle misure che sembra stia adottando. Anche i ministeri degli Esteri e dell’Economia non hanno ufficializzato nulla e Huawei e ZTE per il momento non hanno rilasciato commenti.

Un portavoce del Ministero degli Interni ha tuttavia confermato che l’infrastruttura tedesca della telefonia mobile è in fase di revisione, confermando la credibilità delle informazioni pubblicate da Bloomberg.

Se questa iniziativa avrà finalmente successo, ed è ragionevole prevederlo, le società di telecomunicazioni tedesche dovranno eliminare tutti i componenti prodotti da ZTE e Huawei dalle loro reti telefoniche entro il primo gennaio 2026.

Il futuro

Tuttavia questo non è tutto, presumibilmente dovranno anche ridurre al minimo la loro dipendenza strutturale da componenti di origine cinese prima del 2029. Nell’attuale situazione di tensione tra Cina, Stati Uniti ed Europa, non sarebbe strano che altri paesi europei seguissero le orme della Germania, e probabilmente non tarderemo a verificarlo.

Ricardo Nardini
Specialista elettronico in telecomunicazioni, si dedicò all'informatica dal 1987. Prestò servizio per Ericsson, Harris e Nokia. Negli anni novanta ha lavorato per clienti come Agusta, Siai Marchetti, e per Euratom (JRC) Ispra. Negli anni 2000 era IT di secondo livello presso Vodafone. Lavorò per otto anni su sistemi AS400 presso Intesasanpaolo. Attualmente è un IT System Specialist, e si occupa anche esternamente di problematiche inerenti il perimetro della sicurezza informatica e la cybersecurity.