L'intelligenza artificiale sta cambiando il giornalismo, mentre introduce rischi relativi alla manipolazione e alla disinformazione. Il seminario 'Hackerare l'intelligenza artificiale' (quarto del ciclo organizzato dall'università la Sapienza) affronta queste sfide e propone soluzioni per un utilizzo più consapevole dell'Intelligenza Artificiale da parte dei media. Aperto a tutti, giovedì 7 maggio, dalle 9 alle 13, presso l’aula Mauro Wolf in via Salaria 113.
L’intelligenza artificiale sta portando un cambiamento epocale e coinvolge ogni settore della nostra società moderna. Dalle attività di ricerca alla sanità, fino ad arrivare al mondo delle imprese e dell’informazione, le tecnologie AI stanno modificando in modo profondo le attività operative, il linguaggio e anche i processi decisionali.
Come sempre, accanto a grandi opportunità, si nascondono criticità spesso trascurate, ad esempio legate alla sicurezza e all’affidabilità dei sistemi, oltre al rischio di manipolazione.
Su questi aspetti si concentra il quarto ed ultimo seminario “Hackerare l’intelligenza artificiale: rischi e rimedi”, organizzato dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università la Sapienza di Roma all’interno di approfondimenti inerenti il mondo della cybersecurity e delle AI.
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L’evento, si svolgerà giovedì 7 maggio, dalle 9 alle 13, presso l’aula Mauro Wolf in via Salaria 113. L’evento è aperto a tutti, studenti, giornalisti, professionisti e a curiosi.
L’incontro verterà su una questione cruciale: l’intelligenza artificiale non è uno strumento neutrale, soprattutto nel campo dell’informazione.
I sistemi possono essere alterati, sia nella fase di apprendimento e sia nella fase di inferenza. I nostri lettori sanno bene cosa voglia dire e come questi risultati possano essere prodotti generando polarizzazione e disinformazione.
Attorno a questo assunto c’è la sfida concreta, soprattutto dove le AI sono blackbox che non possono essere controllate a fondo nel loro comportamento. Questa è una sfida concreta per la qualità del giornalismo e per il ruolo di chi è chiamato a garantire che le notizie risultino affidabili.
Nel settore dei media, ad esempio, l’AI è impiegata per individuare le fonti, supportare la produzione di contenuti e migliorarne la diffusione delle notizie. Tuttavia, la possibilità che i modelli vengano manipolati/contaminati introduce dei rischi significativi alle notizie stesse.
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Dei contenuti apparentemente credibili possono rivelarsi dei falsi, creando disinformazione e quindi una perdita di fiducia nei confronti dei media stessi.
In questo seminario, tra i relatori figurano esperti del mondo accademico, giornalistico e tecnologico: Alberto Marinelli, Prorettore alle tecnologie innovative per la comunicazione della Sapienza; Barbara Carfagna, giornalista del TG1; Stefano Chiccarelli, CEO di RJ45; Alessandro Moretti, CEO di Meridian; Arturo Di Corinto, giornalista ed esperto di cybersecurity; Enrico Frumento, ricercatore Cefriel; e Lazzaro Pappagallo, giornalista del TG3 .
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