L’Italia vuole rendere gli specialisti della sicurezza informatica parte integrante del sistema militare, con qualifiche specifiche, percorsi di carriera e retribuzioni aggiuntive.
Il governo ha approvato un disegno di legge di riforma della difesa che istituisce il cyberspazio come area di competenza specifica delle forze armate e conferisce nuovi poteri al Capo di Stato Maggiore.
Una delle principali innovazioni sarà la qualifica di “specialista informatico militare“. Il personale militare che otterrà questa qualifica firmerà un contratto iniziale di cinque anni, rinnovabile di due anni alla volta, fino a un massimo di 13 anni.
Le autorità stanno cercando di affrontare una delle principali sfide che la sicurezza informatica militare si trova ad affrontare: la concorrenza con le aziende private per il personale qualificato. Gli specialisti in sicurezza informatica ricevono un’indennità aggiuntiva di 4.300 euro all’anno per il servizio prolungato, oltre a un bonus separato.
Per finanziare i nuovi pagamenti, il governo creerà un fondo speciale di incentivi per gli specialisti della sicurezza informatica. Si prevede di stanziare 1,57 milioni di euro nel 2027. I finanziamenti aumenteranno gradualmente fino a raggiungere i 15 milioni di euro all’anno entro il 2036.
La riforma non riguarda solo il personale. Il disegno di legge introduce il concetto di “ciberspazio di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato“. Tale perimetro comprenderà infrastrutture informatiche, dati, connessioni elettromagnetiche e sistemi ciberfisici su piattaforme militari, incluse quelle utilizzate dalle forze armate italiane all’estero.
Il Capo di Stato Maggiore sarà designato come responsabile della sicurezza informatica del Ministero della Difesa e avrà la responsabilità dell’organizzazione, della formazione e dell’impiego del personale interforze specializzato in sicurezza informatica, nonché della gestione dei dati del Ministero della Difesa. Rimarranno tuttavia inalterate le competenze dell’Agenzia Nazionale per la Cibersicurezza, dei servizi di intelligence e di altri enti governativi. Le forze armate avranno una propria area di competenza ben definita.
Il disegno di legge consolida anche la ristrutturazione già in corso dell’intelligence militare. L’unità Reparto Informazioni e Sicurezza avrà lo scopo di allineare più strettamente l’intelligence militare con le capacità informatiche delle forze armate.
Una sezione separata della riforma riguarda lo sviluppo di nuove tecnologie. Il governo prevede di creare un fondo per la ricerca e lo sviluppo tecnologico con un finanziamento annuo di 10 milioni di euro, a partire dal 2026. Questi fondi saranno utilizzati, tra l’altro, per lo sviluppo sperimentale e la realizzazione di prototipi, e saranno accelerate le procedure di collaudo e di approvvigionamento per i sistemi più promettenti.
Le nuove norme non sono ancora entrate in vigore. Dopo l’approvazione del governo, il disegno di legge dovrà passare al vaglio del Parlamento. La riforma si inserisce in un più ampio piano di riorganizzazione delle forze armate italiane, che il Ministro della Difesa Guido Crosetto sta predisponendo in un contesto di crescenti minacce ibride e di volontà dei Paesi europei di rafforzare le proprie capacità militari.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance