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Ivanti risolve 4 vulnerabilità critiche in Endpoint Manager (EPM)

10 Dicembre 2025 15:59

Un aggiornamento urgente è stato pubblicato da Ivanti per la sua piattaforma Endpoint Manager (EPM), al fine di risolvere un insieme di vulnerabilità significative che potrebbero permettere agli aggressori di eseguire codice a loro scelta o di prendere il controllo delle sessioni amministrative.

Tra le vulnerabilità corrette, vi sono quattro falle specifiche, compresa una particolarmente critica, contraddistinta da un punteggio di elevata gravità, che sono state sanate grazie a questo aggiornamento.

Per le organizzazioni che non sono in grado di applicare immediatamente la patch, e suggerisce di segregare al meglio le proprie reti riportando che : “Se i clienti non hanno esposto la propria soluzione su Internet, il rischio di questa vulnerabilità è significativamente ridotto”.

Una falla di sicurezza di Stored Cross-Site Scripting (XSS) monitorata con il CVE-2025-10573, ha ottenuto un punteggio CVSS di 9,6. Le versioni del software EPM antecedenti alla 2024 SU4 SR1 sono interessate da questa vulnerabilità.

L’avviso segnala che la vulnerabilità permette ad un aggressore remoto non autenticato di eseguire codice JavaScript a sua scelta all’interno di una sessione di amministrazione.

La falla richiede l’interazione dell’utente, in quanto è probabile che un amministratore venga indotto a visualizzare una pagina dannosa, tuttavia il rischio di un dirottamento dell’intera sessione impone una priorità assoluta per i responsabili della difesa.

Oltre al bug critico XSS, Ivanti ha corretto altre tre vulnerabilità di elevata gravità che espongono il sistema all’esecuzione di codice remoto (RCE) e alla manipolazione non autorizzata dei file:

  • Scrittura di file arbitraria (CVE-2025-13659): classificata CVSS 8.8, questa falla riguarda il “controllo improprio delle risorse di codice gestite dinamicamente”, consentendo a un aggressore remoto e non autenticato di scrivere file arbitrari sul server.
  • Errore di verifica della firma (CVE-2025-13662): con un punteggio CVSS di 7,8, questa vulnerabilità deriva da una “verifica impropria delle firme crittografiche nel componente di gestione delle patch”. Consente ad aggressori remoti non autenticati di eseguire codice arbitrario, sebbene richieda l’interazione dell’utente.
  • Path Traversal (CVE-2025-13661): questo problema (CVSS 7.1) consente a un aggressore autenticato di “scrivere file arbitrari al di fuori della directory prevista”, compromettendo potenzialmente l’integrità del sistema.

Sebbene Ivanti affermi di “non essere a conoscenza di alcun cliente sfruttato da queste vulnerabilità al momento della divulgazione”, consiglia vivamente ai clienti di effettuare immediatamente l’aggiornamento.

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Agostino Pellegrino 300x300
E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza: Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks

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