In sintesiDalla filosofia di Immanuel Kant alla cybersecurity: il vero punto debole non è il software, ma il modo in cui percepiamo e interpretiamo la realtà. Tra phishing, responsabilità individuale, imperativo categorico e spirito critico nell'era dell'Intelligenza Artificiale, emerge una lezione attuale: la sicurezza inizia sempre dalle persone.
Kant nella Critica della ragion pura (1781) scrive: «I pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche.» Molto spesso le nostre decisioni sono mosse dal nostro personale modo di percepire la realtà.
Una mail di phishing, ad esempio, non funziona perché è tecnicamente perfetta. Funziona perché riesce a inserirsi nei nostri schemi mentali (paura, urgenza, fiducia).
In sintesi, Kant ci aveva già avvisato: il vero bug non sta nel codice del software, ma nel modo in cui processiamo la realtà.
Persone, non mezzi: l’eredità scomoda di Immanuel Kant
Nella Critica della ragion pratica(1788) Kant scrive: «Agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo.»
Per Kant la libertà vera è fare la cosa giusta quando nessuno guarda.
In sintesi, prima di agire, chiediti cosa accadrebbe se tutti facessero la stessa cosa? E ora proviamo ad applicarlo alla sicurezza.
Apro un allegato sospetto.
Uso la stessa password ovunque.
Condivido le credenziali con un collega.
La domanda che ci farebbe Kant allora diventa : Che cosa accadrebbe se tutti facessero esattamente ciò che sto facendo io?
Sapere aude: come farlo?
Kant in Risposta alla domanda che cos’è l’Illuminismo (1784) ci dice: «Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza.»
E qui abbiamo un richiamo ad oggi. La sfida, però, non è tecnologica, ma profondamente umana: conservare lo spirito critico. Leone XIV nella lettera enciclica sulla custodia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale ce lo ricorda :
«Disarmare l’IA non significa rinunciare alla tecnologia ma impedirle di dominare l’umano.
Uno speciale appello rivolgo a coloro che sviluppano le intelligenze artificiali.
L’innovazione può essere in un certo modo una forma umana di partecipazione all’atto divino della creazione. Gli sviluppatori portano dunque un particolare peso etico e spirituale, poichè ogni scelta progettuale esprime una visione dell’umanità. La qualità di una civiltà si misura non dalla potenza dei suoi mezzi, ma dalla cura che essa sa offrire, dalla capacità di riconoscere l’altro come volto e non come funzione.»
Conclusione
Siamo arrivati alla fine di questo viaggio, che ha visto come protagonisti Epitteto, Cartesio e, infine, Kant. Tre epoche distanti tra loro ma un’unica, fondamentale lezione. La maggior parte degli attacchi informatici cerca in realtà di raggiungere una persona. E allora chiediamoci: Che cosa potremmo iniziare a fare, proprio da domani, per rendere meno fragile il nostro sistema (o il nostro team)?
Umanista per vocazione lavora in Cybersecurity per professione. In FiberCop S.p.a come Risk Analyst.
Aree di competenza: Cyberpsicology, Philosophy, Counseling, Coaching, Digital Wellbeing, Digital Ethics, Risk Analisys