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L’FBI può spiare gli utenti di Whatsapp e di iMessage con un mandato di comparizione.

Poiché Apple e WhatsApp hanno da sempre predicando l’importanza della privacy, quando si tratta di messaggistica sicura, ecco che un documento dell’FBI precedentemente non conosciuto ottenuto da Rolling Stone, afferma il contrario.

Di fatto è particolarmente facile raccogliere dati da WhatsApp di Facebook e dai servizi iMessage di Apple, purché l’ FBI abbia un mandato o un mandato di comparizione.

A giudicare da questo documento,

“le app di messaggistica crittografata più popolari iMessage e WhatsApp sono anche le più permissive”

secondo Mallory Knodel, chief technology officer presso il Center for Democracy and Technology.

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Il documento fornisce indicazioni su come estrarre legalmente messaggi e metadati dai messenger più conosciuti quali WhatsApp, Facebook, Telegram, Viber, Signal, Threema, WeChat, Line e Wickr.

Secondo il documento, iMessage e WhatsApp consentono all’FBI di accedere a più categorie di dati rispetto ad altre piattaforme, inclusi il contenuto e la cronologia dei messaggi ricevuti e inviati.

Mark Zuckerberg di Facebook ha articolato una “​visione incentrata sulla privacy” costruita attorno a WhatsApp, il servizio di messaggistica più popolare al mondo.

Il CEO di Apple Tim Cook afferma che la privacy è un “diritto umano fondamentale” e che Apple crede nel “dare all’utente trasparenza e controllo”, una filosofia che si estende alla popolarissima app iMessage dell’azienda.

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WhatsApp, ad esempio, è l’unica delle nove applicazioni menzionate nei documenti ad utilizzare il cosiddetto “pen register”, un archivio speciale che registra l’origine e la destinazione di ogni messaggio.

In risposta a una richiesta di “pen register”, WhatsApp genera determinati metadati ogni 15 minuti. In altre parole, anche senza richiedere il contenuto di un messaggio a WhatsApp, è possibile conoscere chi invia i messaggi e quando, oltre a quali utenti sono nella loro rubrica.

Secondo il documento, solo iMessage, WhatsApp e Line archiviano il contenuto dei messaggi e li forniscono alle autorità.

Le altre 6 App citate nel documento non rivelano il contenuto dei messaggi e come sempre, le più sicure sono Signal e Telegram.