Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

La botnet DirtyMoe ha infettato più di 100.000 sistemi Windows.

27 Giugno 2021 09:00

Una botnet Windows che si ritiene sia gestita dalla Cina, è esplosa quest’anno, passando da 10.000 sistemi infetti nel 2020, a più di 100.000 nella prima metà del 2021, secondo quanto riportato la scorsa settimana dalla società di sicurezza informatica Avast.

Conosciuto con nomi diversi, come DirtyMoe, PurpleFox, Perkiler e NuggetPhantom, il malware è in circolazione dalla fine del 2017.

Il suo scopo principale era (ed è tuttora) quello di infettare i sistemi Windows e di estrarre segretamente criptovaluta alle spalle dell’utente, sebbene nel 2018 sia stata individuata anche una funzione per lanciare attacchi DDoS.

Per la maggior parte della sua vita, la botnet è stata un’operazione di poco conto. I suoi creatori si basavano principalmente sullo spam e-mail per attirare gli utenti su siti dannosi che ospitavano un kit di exploit chiamato PurpleFox.

Questo strumento di attacco basato sul Web ha abusava delle vulnerabilità dei browser, di solito Internet Explorer, per installare un componente rootkit su sistemi Windows senza patch che garantiva al malware il pieno controllo sull’host infetto, utilizzato sempre per il mining di criptovalute.

Questo rootkit, era noto nel settore della sicurezza informatica ma era visto solo come un’interessante minaccia, ma marginale.

Secondo i numeri condivisi da Avast, la botnet DirtyMoe di solito ha avuto una media tra poche centinaia e poche migliaia di sistemi infetti su base annua per la maggior parte della sua vita, tra il 2017 e il 2020.

Le cose sono cambiate radicalmente verso la fine del 2020, quando la banda di DirtyMoe ha spinto un aggiornamento al suo funzionamento e ha aggiunto un modulo worm che consente al malware di diffondersi via Internet ad altri sistemi Windows.

Questo modulo ha scansionato Internet ed eseguito attacchi di forza bruta per accedere a computer Windows remoti che avevano lasciato la porta SMB aperta online.

Il modulo di diffusione SMB ha permesso al malware di esplodere in termini di infezioni, in quella che Avast ha descritto come una scala logaritmica, raggiungendo più di 100.000 sistemi infetti in questi 6 mesi di quest’anno.

Fonte

https://app.any.run/tasks/0f8a285f-8ff1-47cd-9ccf-c9cb3397daf4/

https://therecord.media/dirtymoe-malware-has-infected-more-than-100000-windows-systems/

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Campagna di phishing su Signal in Europa: sospetto coinvolgimento di attori statali
Bajram Zeqiri - 07/02/2026

Le autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…