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La Cina stringe la morsa sull’IA: vietati o limitati i modelli di frontiera

19 Ottobre 2026 09:23
In sintesi

Il Ministero del Commercio e il Ministero della Scienza e della Tecnologia della Cina hanno proposto di vietare o limitare l'esportazione di 40 tecnologie avanzate, tra cui modelli di intelligenza artificiale e strumenti per lo sviluppo di microchip. Tra le tecnologie da controllare ci sono anche quelle per la creazione di IA in grado di individuare vulnerabilità e scrivere codice dannoso. Le nuove regole, non ancora approvate, prevedono la registrazione obbligatoria delle esportazioni di queste tecnologie.

La Cina intende vietare o limitare l’esportazione di 40 tecnologie avanzate, tra cui i più grandi modelli di intelligenza artificiale, gli strumenti per lo sviluppo di microchip e le soluzioni biomediche. Saranno soggetti a controllo anche le tecnologie per la creazione di IA in grado di individuare autonomamente vulnerabilità e scrivere codice dannoso.

Il Ministero del Commercio e il Ministero della Scienza e della Tecnologia della Cina il 16 ottobre hanno pubblicato il progetto di un aggiornato catalogo delle tecnologie vietate o limitate all’esportazione. Tra le 40 nuove voci, le autorità propongono di vietare completamente la trasmissione di 14 tecnologie e di introdurre un regime di autorizzazione per le restanti 26. L’intelligenza artificiale copre 23 ambiti, altri 12 sono legati all’energia solare e 5 alla biomedicina.

Sebbene i limiti definitivi non siano ancora stati approvati, Pechino ha già introdotto regole temporanee. Dal 16 ottobre, le aziende cinesi sono tenute a registrare l’esportazione delle proprie tecnologie incluse nell’elenco proposto prima di trasferirle ai partner stranieri. L’obbligo si applica alla vendita di proprietà intellettuale, alla concessione di licenze per lo sviluppo e al trasferimento del controllo tecnologico a un proprietario straniero. Sarà necessario registrare anche le transazioni già avviate ma non ancora concluse.

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Le autorità hanno prestato particolare attenzione ai grandi modelli linguistici. Si propone di vietare l’esportazione delle tecnologie di base dell’IA addestrata su dati governativi sensibili, nonché di limitare la trasmissione dei sistemi più potenti.

Requisiti specifici riguarderanno i modelli con un numero di parametri di 2 trilioni e gli sviluppi che hanno raggiunto un livello particolarmente elevato di capacità. I parametri rappresentano le impostazioni numeriche interne della rete neurale che si formano durante l’addestramento.

Potenzialmente, le nuove regole potrebbero coinvolgere i principali sviluppatori cinesi, tra cui Alibaba e Moonshot AI. Entrambe le aziende creano ampie famiglie di modelli linguistici e sviluppano attivamente prodotti internazionali. Tuttavia, la presenza di una grande rete neurale non implica automaticamente il divieto della sua diffusione. Il regolatore terrà conto delle caratteristiche del sistema, dell’origine dei dati di addestramento e del metodo di trasmissione della tecnologia al destinatario straniero.

Un blocco separato è dedicato agli agenti IA, capaci non solo di rispondere alle domande, ma anche di pianificare autonomamente azioni e interagire con i programmi. La Cina propone di controllare le tecnologie dei sistemi agentici destinati alla difesa, all’infrastruttura informatica critica e ad altre aree sensibili. Potrebbero essere vietate anche i sistemi che permettono all’intelligenza artificiale di creare e modificare autonomamente programmi dannosi.

Gli strumenti di cybersicurezza sono direttamente coinvolti. Le autorità propongono di limitare l’esportazione delle tecnologie che utilizzano l’IA per la ricerca automatizzata di vulnerabilità. Questi strumenti possono aiutare gli esperti a individuare errori nel software, ma possono anche essere utilizzati per preparare attacchi. I funzionari cinesi temono che la trasmissione dei sistemi più potenti ai malintenzionati possa rappresentare una minaccia per le reti governative, gli obiettivi di difesa e i servizi critici.

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Le nuove disposizioni non significano che le reti neurali cinesi scompariranno dai servizi esteri. Nelle spiegazioni ufficiali le autorità hanno chiarito che la fornitura di accesso ai modelli tramite API, siti web, applicazioni mobili e servizi cloud non è considerata esportazione della tecnologia stessa. Il dispiegamento all’estero dei modelli, al contrario, potrebbe richiedere un’autorizzazione, anche se per le piattaforme cloud delle aziende è previsto un regime semplificato.

Pechino intende anche mantenere le possibilità di collaborazione internazionale per gli sviluppi aperti. Le tecnologie già diventate di pubblico dominio grazie alla pubblicazione di lavori scientifici o al codice sorgente aperto dovrebbero essere escluse dal controllo. La licenza semplificata è prevista per alcune ricerche congiunte, centri di calcolo esteri di aziende cinesi e la produzione di microchip su piattaforme produttive straniere.

Oltre all’intelligenza artificiale, la revisione del catalogo riguarderà anche il settore dei semiconduttori. Tra le aree controllate figurano tecnologie specifiche per il progetto di microchip, la memoria e i complessi di calcolo. I limiti sono principalmente orientati alla trasmissione di soluzioni tecnologiche e conoscenze produttive, non alle normali vendite di elettronica di consumo. Le autorità cinesi sottolineano che la maggior parte dei prodotti realizzati con l’uso di tecnologie controllate non rientra nelle regole proposte.

L’energia solare è diventata un altro grande ambito di revisione. Le autorità propongono di controllare le tecnologie per la produzione di policremio, lastre di silicio e elementi solari, inclusi i singoli macchinari che incarnano direttamente i processi produttivi protetti. In particolare, è previsto un regime di autorizzazione per le tecnologie di creazione di linee di produzione di policremio con una capacità di almeno 30.000 tonnellate all’anno.

Nella parte biomedica dell’elenco figurano la terapia cellulare e genica, i preparati a base di acidi nucleici corti e le tecnologie di lavoro con microrganismi patogeni. Per alcuni sistemi le autorità propongono un divieto completo di trasmissione all’estero. Allo stesso tempo, il documento prevede eccezioni e procedure semplificate per le ricerche internazionali, l’aiuto umanitario e alcuni tipi di licenze.

Il Ministero del Commercio cinese spiega l’iniziativa con la necessità di proteggere la sicurezza nazionale e prevenire la diffusione pericolosa delle tecnologie. L’organo sottolinea separatamente che le nuove regole non sono dirette contro un paese o un’azienda specifica. Secondo i funzionari cinesi, gli sviluppi più sensibili dell’intelligenza artificiale possono essere utilizzati per aggirare i meccanismi di protezione e attaccare l’infrastruttura critica.

Le proposte sono emerse sullo sfondo delle gandi limitazioni tecnologiche avvenute tra Cina e Stati Uniti. Washington limita le forniture di acceleratori avanzati per l’addestramento dell’IA e di attrezzature per la produzione di microchip, mentre Pechino amplia sistematicamente il controllo sui propri sviluppi strategici. Ora, l’oggetto del regolamento delle esportazioni sono non solo i materiali e i processi produttivi, ma anche le tecnologie per la creazione delle reti neurali più potenti.

La discussione sui nuovi limiti si protrarrà fino al 15 novembre 2026. Dopo aver esaminato le proposte, le autorità potranno modificare l’elenco e approvare le regole definitive. Fino all’adozione del catalogo aggiornato, è obbligatoria la registrazione preventiva delle operazioni di esportazione interessate. Per le aziende tecnologiche cinesi e i partner stranieri, la domanda principale rimane quali di questi sviluppi richiederanno un’autorizzazione e quanto sarà libero per gli sviluppatori trasferire le loro tecnologie all’estero.


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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance