
La Cina ha fatto un passo avanti significativo nell’infrastruttura del calcolo quantistico con il lancio dell’impianto a temperatura ultrabassa Origin SL1000. Il dispositivo, prodotto a Hefei, nella provincia di Anhui, è stato sviluppato dal Centro di ricerca sull’informatica quantistica della provincia di Anhui e può ospitare 840 cavi. Zhang Junfeng, un rappresentante del centro, ha osservato: “Origin SL400 può ospitare 336 cavi coassiali speciali ad alta frequenza per temperature estremamente basse, mentre Origin SL1000 può ospitare 840 cavi, soddisfacendo i severi requisiti per la creazione di condizioni operative per chip quantistici con più di 100 qubit.”
Il nuovo dispositivo dimostra le capacità della Cina nelle tecnologie a temperatura ultrabassa e rappresenta un significativo passo avanti nel panorama dell’informatica quantistica. L’impianto crea un ambiente a temperatura estremamente bassa, è un componente chiave nello sviluppo di computer quantistici superconduttori.
Zhang ha sottolineato che Origin SL400 offre l’impressionante capacità di raffreddamento di 400 microwatt a -273,05°C, mentre il sistema Origin SL1000 ancora più potente aumenta questa capacità fino a ben 1.000 microwatt nelle stesse condizioni estreme.
Il Centro di ricerca sull’informatica quantistica dell’Anhui è stato istituito come risultato della fruttuosa collaborazione tra Benyuan Quantum e il principale laboratorio chiave di informazione quantistica dell’Accademia cinese delle scienze. Il centro si concentra sul promettente campo dell’informatica quantistica e si impegna a promuovere attivamente sviluppi ingegneristici innovativi e stimolare l’industrializzazione dei computer quantistici in Cina.
L’impianto per raggiungere temperature ultra-basse è un sistema di raffreddamento chiuso ad alta tecnologia in grado di creare condizioni più fredde rispetto al vuoto dello spazio. In genere, la sua impressionante capacità di raffreddamento si ottiene rilasciando il calore della miscelazione dei rari isotopi elio-3 (He-3) ed elio-4 (He-4). Ciò è reso possibile dalla proprietà unica dell’elio: i suoi due isotopi possono rimanere disciolti anche a temperature estremamente basse, mentre altri liquidi si separano completamente in frazioni a temperature sufficientemente basse.
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