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La CISA avverte: evitate VPN personali per la sicurezza del vostro smartphone

La CISA avverte: evitate VPN personali per la sicurezza del vostro smartphone

9 Dicembre 2025 11:18

In nuovi avvisi sulle comunicazioni mobili, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) statunitense ha lanciato un severo avvertimento ai possessori di smartphone: evitare di utilizzare servizi VPN personali. Il documento, per gli utenti iPhone e Android, afferma che tali servizi spesso non attenuano i rischi, ma semplicemente modificano il punto in cui si concentrano le minacce.

Secondo la CISA, le VPN personali trasferiscono i rischi residui dal fornitore di servizi Internet al fornitore VPN, aumentando spesso la superficie di attacco. L’utente trasferisce di fatto la fiducia al servizio VPN e molti di questi fornitori, secondo l’agenzia, hanno politiche di sicurezza e privacy discutibili.

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L’avviso fa parte di una campagna più ampia contro gli spyware commerciali e gli strumenti di tracciamento degli smartphone. Le agenzie di intelligence stanno registrando un numero crescente di casi in cui gli aggressori si mascherano da legittimi client VPN e li utilizzano come un comodo canale trojan per accedere ai dispositivi. Questi programmi sono in grado di intercettare la corrispondenza, la cronologia di navigazione e le credenziali per servizi bancari e altri servizi sensibili.

Si sottolinea che questi rischi sono aggravati dall’aumento della popolarità delle VPN. Gli utenti installano sempre più spesso queste app per aggirare i blocchi geografici, le restrizioni sui contenuti o in risposta a iniziative legislative come le leggi sulla verifica dell’età sui siti web per adulti. In preda alla mancanza di fiducia e al desiderio di “risolvere rapidamente il problema” della privacy, molti scaricano il primo software che incontrano, il che può rivelarsi inefficace o addirittura dannoso.

La formulazione della CISA sembra un divieto assoluto sulle VPN personali, ma il documento stesso prende di mira specificamente i provider con una reputazione dubbia. L’agenzia avverte efficacemente che il problema sorge in assenza di una struttura proprietaria trasparente, di impegni pubblici in materia di protezione dei dati e di chiare restrizioni sulla raccolta e l’archiviazione delle informazioni degli utenti. In questo caso, una VPN non diventa uno strumento di sicurezza, ma un ulteriore potenziale punto di sorveglianza.

Le raccomandazioni originali delineano anche i criteri che dovrebbero essere presi in considerazione da chi sta valutando l’utilizzo di una VPN. I requisiti chiave includono una politica di no-log rigorosa e verificata, l’utilizzo di protocolli crittografici moderni come OpenVPN e WireGuard, la protezione dalle perdite DNS e un meccanismo “kill switch” che interrompe la connessione di rete in caso di interruzione del tunnel VPN.

Vengono inoltre menzionate misure aggiuntive, come il routing del traffico multi-hop e frequenti modifiche delle chiavi di crittografia, per ridurre al minimo l’impatto di una potenziale compromissione.



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Massimiliano Brolli 300x300
Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza: Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione