
Il National Counterintelligence and Security Center (NCSC) degli Stati Uniti ha rivelato che oltre 80 paesi hanno acquistato spyware avanzati progettati per l’hacking di dispositivi mobili. Questi strumenti non sono limitati ai governi: vengono utilizzati attivamente anche da entità private, ampliando il panorama delle minacce globali alla sicurezza digitale.
La domanda di software spia è in rapida ascesa, con soluzioni sempre più accessibili e facili da utilizzare. Alcuni programmi sono progettati con un approccio “plug and play”, rendendoli appetibili non solo per le autorità, ma anche per hacker indipendenti e operatori di ransomware. Questa semplificazione tecnologica amplifica i rischi associati al loro utilizzo illecito.
Tra i nomi più noti di questo settore spicca NSO Group, l’azienda israeliana responsabile dello sviluppo del famigerato spyware Pegasus. Questo software è stato al centro di numerosi scandali per l’utilizzo illecito contro giornalisti, attivisti, diplomatici e funzionari governativi. Ma la NSO Group è solo la punta dell’iceberg nel mondo degli PSOA (Private Sector Offensive Actor).
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Nel 2021, il governo statunitense ha incluso NSO Group nella lista nera, insieme ad altre aziende come Intellexa e Cytrox, accusandole di favorire abusi dei diritti umani attraverso la loro tecnologia. Tuttavia, NSO Group ha difeso le sue pratiche, sostenendo che i loro strumenti sono progettati per combattere terrorismo e crimini gravi, e che interromperà i contratti con i clienti che abusano del software.
NSO Group non è l’unico attore dominante in questo campo. Numerose aziende tecnologiche stanno emergendo, offrendo soluzioni simili che permettono anche ai paesi senza risorse significative di accedere a capacità avanzate di sorveglianza.
Come sottolineato dal Centro Nazionale per la Sicurezza Informatica del Regno Unito, queste tecnologie offrono un accesso immediato a strumenti di hacking che altrimenti richiederebbero decenni di sviluppo.
L’uso crescente di spyware rappresenta una minaccia significativa per la sicurezza globale, compromettendo la privacy individuale e mettendo a rischio i diritti umani. La facilità di accesso e la potenza di questi strumenti sollevano interrogativi urgenti sulla necessità di una regolamentazione più rigorosa per prevenirne l’abuso.
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