
Lo scorso gennaio, durante la competizione di sicurezza informatica Pwn2Own 2024, è stata scoperta una vulnerabilità critica nella comunicazione del sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici (TPMS) della Tesla Model 3.
Questo difetto ha permesso agli attaccanti di eseguire codice malevolo da remoto sul sistema immobilizzatore del veicolo.
Il pieno resoconto di questa scoperta non è ancora stato reso pubblico, ma alcuni dettagli sono emersi durante la conferenza HexaCon, tenutasi di recente.

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I ricercatori David Berard e Thomas Imbert, appartenenti al team di Synacktiv, hanno presentato la catena di attacco che hanno sfruttato per compromettere la Tesla Model 3. Il punto di partenza dell’attacco è il sistema TPMS, che comunica in modalità wireless con l’auto. Questo sistema è stato utilizzato come vettore per eseguire codice dannoso sull’ECU immobilizzatore, noto come VCSEC.
"0-click RCE on Tesla Model 3 through TPMS Sensors" 🚗
— Hexacon (@hexacon_fr) September 3, 2024
by David BERARD (@_p0ly_) & Thomas Imbert (@masthoon) pic.twitter.com/Er4fv2Qxoo
Il VCSEC è un’unità critica per la sicurezza del veicolo, poiché gestisce la comunicazione con gli smartphone degli utenti per sbloccare e avviare l’auto, oltre a coordinare le funzioni del TPMS. Come riportato dai ricercatori, questo sistema utilizza più interfacce di comunicazione, tra cui il Bluetooth Low Energy (BLE), impiegato sia dai sensori TPMS che dagli smartphone.
Inoltre, gli smartphone possono utilizzare l’interfaccia Ultra Wide Band (UWB) per migliorare la comunicazione con l’auto.
Sebbene la ricerca completa non sia ancora disponibile, questa scoperta solleva importanti questioni sulla sicurezza delle auto connesse e sull’utilizzo di sistemi wireless per funzioni critiche. Tesla è già stata informata della vulnerabilità e si attende una risposta formale da parte del produttore riguardo alle contromisure da adottare per mitigare il rischio di futuri attacchi.
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