Gli utenti intenzionati a passare da un ecosistema iOS ad Android o viceversa spesso affrontano come ostacolo principale non tanto l’adattamento alle nuove interfacce, quanto il trasferimento agevole di foto, registri di conversazioni e archivi dai dispositivi precedenti.
Nonostante ciò, grazie ai progressi tecnologici di Google e alle crescenti pressioni regolamentari dell’Unione Europea, le barriere tra ecosistemi, che hanno resistito per anni, stanno per essere superate come mai prima d’ora.
Google ha da poco messo a disposizione la possibilità per la serie Pixel 10 di condividere dati senza fili con gli iPhone. Questa novità arriva dopo che marche cinesi come vivo e OPPO hanno permesso la condivisione di file tra Android e iPhone in modo analogo ad AirDrop, grazie a soluzioni personalizzate.
L’azienda di Mountain View è ora focalizzata sull’arricchire l’esperienza degli utenti che decidono di passare da Android a iOS. Intanto, l’Unione Europea ha introdotto il Digital Markets Act (DMA), che costringe Apple a favorire l’interoperabilità di iOS con smartwatch, cuffie e altri gadget di terzi.
La build più recente di Android Canary 2512, esaminata dai ricercatori di 9to5Google, rivela indizi che fanno supporre come Google stia rimodellando il procedimento di recupero dei dati attualmente in uso durante la fase di impostazione iniziale del dispositivo. A quanto pare, la società starebbe lavorando per superare l’attuale metodo basato sull’utilizzo dell’applicazione “Passa ad Android” o sul collegamento tramite cavi fisici, puntando invece su una più approfondita integrazione a livello sistemico.
Ciò implica che gli utenti che passano da un iPhone a un Pixel o a un altro dispositivo Android potrebbero non doversi più preoccupare di perdere la cronologia di WhatsApp, o librerie di foto. Parallelamente alle iniziative di Google, Apple si trova ad affrontare un controllo normativo sempre più intenso.
La Commissione Europea ha recentemente avviato un procedimento formale ai sensi del DMA, richiedendo esplicitamente ad Apple di garantire una “interoperabilità effettiva” tra iOS e hardware e software di terze parti.
Google ha confermato queste modifiche, ma i dettagli rimangono riservati per un annuncio futuro. Gli analisti del settore prevedono che il meccanismo di migrazione rinnovato supporterà una gamma più ampia di tipi di file, offrendo al contempo un processo di trasferimento più intuitivo e notevolmente più rapido.
Storicamente, Apple ha sfruttato il suo ecosistema strettamente controllato per offrire esperienze esclusive e fluide, come l’abbinamento impeccabile e le notifiche sincronizzate per Apple Watch e AirPods, limitando al contempo la ricchezza funzionale di dispositivi indossabili e cuffie di terze parti, che spesso soffrivano di connessioni instabili o dell’impossibilità di rispondere ai messaggi.
I nuovi requisiti dell’UE mirano a smantellare questo squilibrio competitivo, costringendo Apple ad aprire API e autorizzazioni Bluetooth pertinenti in modo che dispositivi di marchi come Garmin o Xiaomi, così come altri accessori, possano godere di un’esperienza pari a quella di Apple Watch quando connessi a un iPhone.
Questo di fatto riduce il divario che Apple ha a lungo rafforzato attraverso esperienze hardware differenziate. In realtà, questa ondata di “sfondamento” è già iniziata.
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