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Anche la Germania vieta Kaspersky. Cyber-terrore sovietico o opportunità?

Analogamente a quanto detto da Franco Gabrielli recentemente (della quale dichiarazione abbiamo parlato abbondantemente su RHC), la Federal Office for Information Security tedesca (BSI) ha esortato i consumatori a non utilizzare il software antivirus creato dal russo Kaspersky Lab. 

Come avvertito dall’agenzia, l’azienda potrebbe essere coinvolta in attacchi governati dagli hacker del Cremlino.

“Un produttore IT russo può condurre esso stesso operazioni offensive, può essere costretto ad attaccare i sistemi di destinazione contro la sua volontà, diventare vittima di un’operazione informatica a sua insaputa o essere utilizzato in modo improprio come strumento per attaccare i propri clienti”

ha affermato la BSI.

Le società e gli operatori di infrastrutture critiche sono particolarmente vulnerabili, affermano gli esperti, ma anche gli utenti ordinari potrebbero esserne colpiti.

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Ricordiamo che nel 2017 gli Stati Uniti hanno vietato l’uso delle soluzioni Kaspersky Lab nelle agenzie federali.

Nel pieno del conflitto militare tra Russia e Ucraina, cresce la preoccupazione per una guerra informatica senza precedenti. 

Gli esperti tengono d’occhio entrambe le parti, temendo gravi conflitti nel cyberspazio, il cui danno potrebbe superare quello delle battaglie fisiche. 

Ma lo scenario peggiore è stato finora evitato, poiché gli attacchi osservati sembrano essere limitati dal loro impatto e dalla portata geografica.

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La Germania negli ultimi anni ha ripetutamente accusato la Russia di aver tentato attività di spionaggio informatico. Ad oggi, l’incidente di maggior rilievo attribuito agli hacker russi è stato l’ attacco informatico al Bundestag nel 2015.

L’attacco informatico ha bloccato la rete informatica della camera bassa del parlamento, mettendo l’intera istituzione offline per diversi giorni fino a quando il problema non è stato risolto.

Le agenzie di intelligence tedesche sospettavano che l’intelligence militare russa fosse coinvolta nell’attacco al parlamento tedesco. 

Secondo un alto funzionario dell’intelligence tedesca, l’incidente 

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“era chiaramente collegato all’intelligence militare russa” 

Si parlava del GRU (La direzione principale dello stato maggiore delle forze armate della Federazione Russa) e degli hacker National State Sofacy e APT28 accusati dell’attacco.

Detto questo, non crediamo che le persone che lavorano all’interno delle intelligence siano persone sprovvedute che non sappiano calcolare i rischi e le conseguenze. Probabilmente, dietro a queste dichiarazioni c’è un disegno più ampio di opportunità e di mercati da ri-acquisire, piuttosto che mero cyber-terrore russo.

Ricordiamoci che Kaspersky è uno dei migliori antivirus presenti sul mercato. Ma come sempre, è meglio un prodotto peggiore acquistato da una ditta USA che fa muovere il “nostro” mercato, piuttosto che un antivirus russo o cinese, qualitativamente migliore, più economico e più sicuro ma con la backdoor.

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Ma le backdoor sono dappertutto e su tutti i prodotti e di questo dobbiamo farcene una ragione.

Al di là delle backdoor, il prodotto potrebbe essere stato scritto così talmente male da rendere possibile una violazione da altre pletore di hacker (oltre alle intelligence e ai National State del paese di origine). Questo, mettiamolo sempre sul piatto della bilancia.