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La gestione degli accessi ai sistemi informativi: un tema cruciale per le imprese

13 Febbraio 2026 15:58

La recente cronaca giudiziaria ha riportato all’attenzione pubblica un caso emblematico di accesso abusivo ai sistemi informativi aziendali, che evidenzia in modo concreto quanto la gestione delle infrastrutture IT non possa più essere considerata un tema meramente tecnico. Come riportato da Il Friuli, un ex dipendente di Danieli Automation è stato condannato dal Tribunale di Udine per aver scaricato senza autorizzazione migliaia di file riservati dai server aziendali, comprendenti documentazione tecnica, disegni coperti da segreto industriale e software frutto di anni di ricerca e investimenti.

L’episodio, avvenuto nel febbraio 2022, non riguarda un attacco esterno né l’azione di un cybercriminale professionista, ma un soggetto che disponeva di credenziali legittime e che operava all’interno dell’organizzazione. Proprio questo elemento rende il caso particolarmente significativo: l’accesso ai sistemi informatici, anche quando avviene tramite account formalmente autorizzati, può configurare una violazione penalmente rilevante se effettuato in assenza di legittimazione, finalità o limiti coerenti con le policy aziendali.

La posizione espressa dall’azienda — che ha ricondotto l’azione giudiziaria alla tutela del proprio know-how e alla repressione delle condotte dei dipendenti infedeli — sottolinea, come riporta Il Friuli, come oggi la protezione delle informazioni strategiche non sia solo una questione di sicurezza, ma un pilastro della governance d’impresa. Il caso Danieli dimostra che l’assenza di controlli efficaci, di tracciabilità degli accessi e di strumenti di correlazione degli eventi può trasformare un singolo comportamento improprio in un rischio sistemico, con conseguenze legali, economiche e reputazionali di grande impatto.

Oggi la compliance normativa, la sicurezza dei dati e la tutela del know-how non possono più essere affidate a processi manuali o a strumenti che generano solo avvisi superficiali. Serve una visione integrata e automatizzata delle attività di accesso, modifica e controllo dei dati, in grado di:

  • rilevare tempestivamente anomalie comportamentali degli utenti;
  • correlare eventi su sistemi eterogenei;
  • produrre report per audit interni, assicurativi e legali;
  • conservare log in modo conforme alle normative (ISO, GDPR, NIS2, ecc.).

È qui che entra in gioco BusinessLog, una piattaforma di log management e governance progettata per trasformare la mole di dati generata dall’infrastruttura IT in informazioni utili per decisioni strategiche. BusinessLog non si limita a raccogliere “log grezzi”: li normalizza, li arricchisce e li mette a disposizione di team di sicurezza, compliance e audit in modo trasparente e verificabile.

In un contesto nel quale anche un singolo sviluppatore può accedere a preziose risorse aziendali, monitorare e gestire ogni evento diventa fondamentale. L’adozione di una piattaforma di governance come BusinessLog significa:

  • garantire che ogni accesso sia tracciabile e attribuibile;
  • integrare la sicurezza nel cuore dei processi operativi;
  • ridurre la dipendenza da controlli manuali e documentazione sparsa;
  • rispondere con agilità a richieste di audit e a richieste normative.

In termini pratici, BusinessLog aiuta le organizzazioni a prevenire sorprese come quella recentemente emersa nel caso Danieli, fornendo una visibilità completa su chi ha fatto cosa, quando e perché – e offrendo strumenti avanzati di correlazione degli eventi che trasformano i log in un asset strategico di governance.

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