Tesla sta facendo il suo secondo ingresso nel mondo delle bevande con un nuovo prodotto che dovrebbe fare appello a tutti gli appassionati di birra del mondo e del marchio della grande T.
Si tratta della GigaBier, una birra in stile pilsner prodotta in Germania e venduta solo in Europa.
Dopo la Tesla Tequila, la birra in edizione limitata viene prodotta vicino allo stabilimento tedesco di Tesla, a Berlino .
Advertising
È realizzata utilizzando un ceppo di luppolo proprietario della casa automobilistica chiamato Cyberhops ed è descritta come dotata di aromi di agrumi, bergamotto e frutta dolce.
“Tesla GigaBier è progettata per emulare la forma di Cybertruck onorando la tradizione di 500 anni della produzione della birra tedesca Reinheitsgebot“, afferma l’azienda sul suo sito web. “Goditi questa birra in stile pilsner in edizione limitata prodotta a Berlino con la nostra esclusiva varietà di Cyberhops e note di agrumi, bergamotto e frutta dolce.”
Ogni bottiglia è contenuta all’interno di una “custodia nera lucida senza con una filigrana Giga che si illumina al buio”.
Ogni bottiglia contiene 330 ml (11.1 Fl Oz.) di birra, ed è venduta in confezioni da tre per l’incredibile cifra di € 89 a confezione, direttamente sul sito di Tesla.
Questo è l’equivalente di 96,61 dollari ai tassi di cambio attuali, ma quel numero non aiuterà molto gli acquirenti americani poiché GigaBier non viene offerto negli Stati Uniti (almeno per ora).
Advertising
Tesla afferma di aver collaborato con la BrouwUnie per questo prodotto, specializzata nell’importazione ed esportazione di birra tra gli Stati Uniti ed Europa, quindi non sembra impossibile che la birra venga infine offerta, ad esempio ad Austin in Texas, dove il Cybertruck potrebbe un giorno essere costruito.
Nel frattempo, gli americani potrebbero essere in grado di acquistare le bottiglie su eBay, dove i venditori privati avrebbero venduto bottiglie di Tequila di Tesla per più di 1.000 dollari.
Chi volesse ordinarlo direttamente dal sito Tesla dovrà risiedere in uno dei seguenti paesi: Austria, Belgio, Svizzera, Repubblica Ceca, Germania, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Regno Unito, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo e Svezia
Cari lettori, siete pronti di conoscere l’aroma della birra Tesla? Commenti sui social.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
RHC4Edu nasce dalla volontà della community di Red Hot Cyber di portare la cultura della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e del digitale direttamente nelle scuole, mettendo gratuitamente a disposizione degli studenti l’esperienza di professionisti, ricercatori e specialisti del settore. Il progetto è ufficialmente operativo e permette agli istituti interessati di richiedere workshop gratuiti e incontri con gli esperti della community, attraverso un coordinamento della redazione che mette in relazione le esigenze della scuola con le competenze e la disponibilità dei professionisti presenti sul territorio.
L’obiettivo di RHC4Edu non è trasformare gli studenti in tecnici informatici, ma aiutarli a sviluppare consapevolezza e pensiero critico davanti a un mondo sempre più digitale. Cybersecurity, truffe online, privacy, social network, cyberbullismo, fake news e intelligenza artificiale diventano così argomenti da affrontare con esempi concreti e con il contributo diretto di chi lavora quotidianamente nel settore. Un’iniziativa costruita sulla condivisione della conoscenza e sul volontariato della community, perché portare queste competenze nelle aule significa anche offrire ai ragazzi la possibilità di conoscere nuove professioni, sviluppare curiosità e imparare a vivere la tecnologia in modo più sicuro e consapevole.