
Roberto Villani : 5 Maggio 2023 07:14
La settimana scorsa vi abbiamo parlato del nuovo corso scelto da Killnet, la milizia cyber filorussa che ha deciso di diventare una factory privata di cybercrime, mettendo a disposizione il suo “capitale umano” per attaccare i nemici di Mosca.
Questa decisione se pur potrà apparire nuova in realtà non è una novità, ne sorprende chi dovrà indagare nel cyber mondo, almeno i vecchi investigatori che prima di svolgere attività cyber, contrastavano le milizie terroristiche di mezzo mondo.
Si perché il percorso scelto da Killnet, null’altro è che una rivisitazione cyber, del vecchio metodo terroristico in voga negli anni 60/70/80. Molti gruppi terroristici, paramilitari e rivoluzionari, spenta la fase di rivoluzione iniziale, magari dettata anche da motivi nobili, difesa del popolo, diritti per tutti, un mondo migliore, si sono trasformati poi in carnefici al soldo delle due potenze, che all’epoca si contrastavano maggiormente.
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Gli USA e l’URSS. La storia ha ben definito quali complicità ci siano state tra questi gruppi e le potenze in conflitto, e se spesso esse non erano direttamente coinvolte, facevano agire da intermediari di fiducia il compito di avvicinare i gruppi terroristici. Gli Usa sfruttando i paesi occidentali, mentre l’URSS aveva nella ex Germania dell’Est il suo miglior alleato per questo genere di attività. Ed oggi?
Oggi la nuova, ma vecchia, idea di Killnet assume la stessa faccia di allora, un gruppo filorusso o dichiaratamente tale, si “privatizza” mettendo a disposizione del miglior offerente le proprie capacità offensive, chiaramente ad offerenti cha strizzano l’occhio a Mosca e di certo non ai suoi nemici.
Offerenti che avranno disponibili cyber-guerriglieri per aggredire aziende ed interessi economici dei paesi nemici al Cremlino.
I gruppi cyber filo-occidentali reagiranno alla stessa maniera?, Ci saranno delle compagnie private di cyber-guerriglieri antagonisti di Killnet?
Il denaro attirerà altri cyber gruppi, al fine di creare una clima simile alla guerra fredda post secondo conflitto mondiale?
Roberto Villani
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