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La lezione che abbiamo appreso da Anthropic Mythos non è affatto sulle vulnerabilità

5 Luglio 2026 17:03
In sintesi

Il 20 ottobre 2023, Anthropic ha bloccato l'accesso ai suoi modelli di frontiera più recenti su richiesta del governo statunitense. Questo evento ha evidenziato la vulnerabilità delle infrastrutture cloud europee e la dipendenza tecnologica dalle decisioni politiche estere, sottolineando la necessità di resilienza digitale per proteggere dati e sovranità.

Anthropic Mythos, è una AI di frontiera che ci ha permesso di comprendere quanto la rilevazione dei bug possa essere automatica, ma soprattutto, ci ha fatto comprendere una verità scomoda che molti non volevano comprendere: siamo dipendenti dalle scelte politiche degli Stati Uniti che possono bloccare l’accesso al digitale staccando semplicemente una spina.

Quando Anthropic ha bloccato l’accesso al suo modello di frontiera più recente su richiesta del governo statunitense, gli europei hanno subito compreso quanto siamo vulnerabili nell’intero ecosistema cloud.

L’interruzione, sebbene abbia avuto un impatto limitato, ha inviato un messaggio forte, facendoci capire che non siamo immuni dalle decisioni straniere.

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Questo risulta vero anche per i modelli di intelligenza artificiale creati dalle aziende europee che risiedono su infrastrutture statunitensi come AWS o Azure.

Se era un allerta teorica (noi di RHC ne avevamo parlato molto dopo la chiusura da parte degli Stati Uniti D’America di Azure ai danni dell’intelligenze israeliana), il fatto ha permesso di far capire a fondo che soprattutto, per le applicazioni di sicurezza nazionale, la dipendenza tecnologica è un grosso rischio e non è possibile andare oltre.

Raggiungere la resilienza digitale richiede molto di più che lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale locali. È necessario massimizzare l’autonomia e minimizzare le dipendenze lungo l’intera catena tecnologica. E si inizia dall’infrastruttura dei datacenter fino ad arrivare agli strati software e quindi al cloud. Sarà un lavoro immane con investimenti miliardari che richiederà anni, dove il primo passo per le aziende europee sarà quello di identificare le dipendenze critiche e quindi avviare una diversificazione dei fornitori per evitare un’unica fonte di vulnerabilità.

Per proteggere efficacemente i dati e la sovranità dai rischi geopolitici, sarà necessario costruire la resilienza digitale sulle soluzioni locali.

Questo primo esempio di interferenza politica e tecnologica su larga scala, sperimentata con Anthropic in pochi giorni, serve da lezione: l’indipendenza tecnologica non è più un’opzione, è  una necessità.

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Dopo mesi di avvertimenti, ora è scattato un allarme rosso. È tempo che le aziende inizino a sensibilizzare l’opinione pubblica e a modificare le proprie strategie. Sebbene l’impatto operativo di questa interruzione sia meno drammatico del previsto, soprattutto perché riguarda una minoranza di utenti, il messaggio politico è chiaro: i servizi SaaS, un tempo considerati intoccabili, non sono immuni alle decisioni straniere.

E questo uno stato sovrano non deve tollerarlo mai.


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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance