Trustwave avverte di un notevole aumento nello sfruttamento attivo di una vulnerabilità corretta in Apache ActiveMQ per fornire la web shell Godzilla agli host compromessi.
Le web shell sono nascoste in un formato binario sconosciuto e sono progettate per aggirare i sistemi di sicurezza e gli scanner basati sulle firme. È interessante notare che, nonostante il formato di file binario sconosciuto, il motore JSP ActiveMQ continua a compilare ed eseguire la shell web.
Interfaccia utente di gestione di Godzilla a disposizione dell’autore della minaccia (Fonte TrustWave)
Il CVE-2023-46604 ( punteggio CVSS : 9,8) in Apache ActiveMQ consente l’esecuzione di codice remoto (RCE). Dalla sua divulgazione pubblica alla fine di ottobre 2023, il bug è stato attivamente sfruttato da numerosi aggressori. I criminali hanno utilizzato la webshell per distribuire ransomware, rootkit, minatori di criptovaluta e botnetDDoS.
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Nell’ultima serie di intrusioni rilevate da Trustwave, le istanze vulnerabili sono state attaccate da shell Web basate su JSP (Java Server Pages). Erano ospitate nella cartella “admin” della directory di installazione di ActiveMQ.
La web shell, chiamata Godzilla, è una backdoor ricca di funzionalità in grado di analizzare le richieste HTTP POST in entrata. Inoltre consente di eseguire codice e restituire i risultati come risposta HTTP.
I file dannosi sono particolarmente noti perché il codice JSP è nascosto all’interno di un file binario di tipo sconosciuto. Questo metodo consente di aggirare le misure di sicurezza evitando il rilevamento durante la scansione. Uno sguardo più attento alla catena di attacco rivela che il codice della web shell viene convertito in codice Java. Questo avviene prima di essere eseguito dal motore servlet di Jetty (componenti software che estendono la funzionalità di un server web).
Il payload JSP consente infine al criminale informatico di connettersi a una shell web tramite l’interfaccia utente di gestione di Godzilla. Ottiene così il pieno controllo sull’host di destinazione, facilitando l’esecuzione di comandi shell arbitrari, visualizzando informazioni di rete ed eseguendo operazioni di gestione dei file.
Si consiglia vivamente agli utenti di Apache ActiveMQ di eseguire l’aggiornamento alla versione più recente il prima possibile per ridurre al minimo le potenziali minacce.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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