L’agenzia Russa Roskomnadzor (il servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, della tecnologia dell’informazione e dei mass media) ha chiesto di bloccare Instagram.
Il famoso social network appartiene a Meta (l’azienda proprietaria di Facebook), come la celebre App di messaggistica WhatsApp sulla quale ancora le sorti all’interno della Federazione Russa sono ignote.
Il Comitato Investigativo, a sua volta, ha aperto un procedimento penale contro i dipendenti Meta per lo svolgimento di attività estremiste e per facilitare attività terroristiche (articolo 280 del Codice Penale della Federazione Russa e 205.1 del Codice Penale della Federazione Russa).
Il caso è stato avviato
“in connessione con richieste illegali di omicidio e violenza contro cittadini della Federazione Russa”.
Da quanto riporta la stampa Russa, l’11 marzo Meta ha riferito che non cancellerà le minacce e gli appelli alla violenza contro l’esercito russo fatti su Facebook e Instagram, così come gli auguri di morte per i presidenti di Russia e Bielorussia, Vladimir Putin e Alexander Lukashenko, in alcuni paesi.
Facebook è stato bloccato in Russia dal 4 di marzo scorso. Il motivo ufficiale è la “discriminazione nei confronti dei media russi”.
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