Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

La Sapienza riattiva i servizi digitali dopo l’attacco hacker

7 Febbraio 2026 11:14

Dopo giorni complicati, La Sapienza prova a rimettere in moto i suoi servizi digitali, con l’attenzione di chi sa che un errore adesso costerebbe caro.

L’attacco informatico del 2 febbraio ha lasciato segni profondi e la ripartenza non è uno “switch” improvviso. È piuttosto un percorso graduale, fatto di controlli, avvisi agli utenti e qualche inevitabile limitazione che, insomma, bisogna accettare.

l ritorno dei servizi essenziali

Il primo segnale concreto arriva dal ripristino del sistema di Identity management, quello che permette l’accesso ai principali servizi federati dell’ateneo. Un passaggio chiave, perché senza quello tutto resta fermo, bloccato.

Al primo accesso con le credenziali universitarie viene richiesta la modifica della password. Una misura prudente, quasi scontata dopo un incidente simile, ma che segna un nuovo inizio digitale dell’università.

È tornata attiva anche l’autenticazione tramite Spid e carta di identità elettronica. Un dettaglio non banale, soprattutto per chi usa quotidianamente questi strumenti per lezioni, riunioni o attività amministrative.

Dispositivi sicuri e accessi limitati

L’ateneo è stato chiaro su un punto: collegarsi solo da dispositivi che non mostrino tracce di compromissione. In particolare, attenzione ai file rinominati con il prefisso “fermwar”, un segnale che non va ignorato.

Via libera quindi a postazioni fisse dipartimentali non gestite dal Desktop management o a dispositivi personali con connessione propria. Una distinzione che, nella pratica, ha già creato qualche incertezza tra studenti e personale.

Chi ha provato ad accedere da un pc “sospetto” se n’è accorto subito: meglio fermarsi un attimo che peggiorare la situazione, diciamo.

Cosa funziona e cosa resta offline

Tra i servizi nuovamente disponibili figurano E-learning tramite Moodle, Zoom, Gmail e le Google Apps con dominio uniroma1.it, oltre alla Medialibrary online. Un sollievo per chi aveva lezioni e materiali bloccati.

Resta invece fuori uso Infostud, la piattaforma centrale per la gestione della carriera accademica. Qui servirà ancora pazienza, perché i test di sicurezza e le verifiche funzionali non sono conclusi.

Nel frattempo l’università ha tamponato l’emergenza con soluzioni vecchia scuola, come la prenotazione degli esami con carta e penna e il rinvio di alcune scadenze amministrative. Sono stati attivati anche infopoint dedicati per fornire supporto diretto.

L’infrastruttura informatica è stata bloccata in via precauzionale subito dopo l’attacco, con l’obiettivo di proteggere dati e sistemi. Alle operazioni di bonifica stanno collaborando l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e la polizia postale, che segue le indagini.

La notizia e gli aggiornamenti sul ripristino dei servizi sono stati riportati da RomaToday, fonte che ha seguito passo dopo passo l’evoluzione dell’incidente e le comunicazioni ufficiali dell’ateneo.

Per la community di Red Hot Cyber questa vicenda è l’ennesima conferma di quanto la resilienza digitale non sia fatta solo fatta da tecnologia, ma di processi, consapevolezza degli utenti e tempi giusti.

Come sempre abbiamo riportato che non ha importanza subire un attacco informatico, ovvio, sarebbe meglio non averlo, ma la cosa principale è saper reagire coerentemente ad un attacco di questo tipo.

Ripartire è fondamentale, farlo in sicurezza lo è ancora di più.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…