Il colosso tedesco dei semiconduttori
Infineon ha appena inaugurato, con un leggero anticipo rispetto ai tempi previsti, il suo stabilimento di Dresda, un progetto da cinque miliardi di euro. Questa iniziativa si allinea all’obiettivo dell’Unione Europea di raggiungere il 20% della produzione globale di chip entro il 2030. Lo stabilimento produrrà componenti per la gestione intelligente dell’energia.
Con tre mesi di anticipo rispetto ai piani, il colosso tedesco aumenta le ambizioni europee inerenti la sovranità tecnologica dei semiconduttori e il contrasto rispetto alle tecnologie provenienti da Cina e Stati Uniti D’America.
Avviata nel maggio 2023, la costruzione di questo nuovo stabilimento altamente automatizzato è costata cinque miliardi di euro, il più grande investimento nella storia di Infineon, di cui un miliardo è stato sovvenzionato dall’UE.
“Vogliamo rendere l’Europa un polo ancora più forte nel settore dei semiconduttori. E la sovranità tecnologica non si costruisce con le parole, ma con stabilimenti come questo”, ha dichiarato Jochen Hanebeck, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Infineon, durante la cerimonia di inaugurazione. Lo stabilimento rientra nel piano europeo “Chips Act”, che mira a ridurre la dipendenza esterna dell’UE e a raddoppiare la quota europea nella produzione globale di semiconduttori, portandola dal 10% al 20% entro il 2030.
Denominata “Smart Power Fab”, produce chip dedicati alla gestione intelligente dell’energia.
Si possono trovare nelle auto elettriche, nelle turbine eoliche e nei pannelli solari, così come nei centri dati, che sono grandi consumatori di elettricità e cruciali per l’intelligenza artificiale.
Lo stabilimento di Dresda illustra anche il cambiamento di rotta intrapreso da Infineon, che ha spostato la storica dipendenza dall’industria automobilistica orientandosi rapidamente verso l’intelligenza artificiale per sfruttare il boom di questa tecnologia.
Questa inaugurazione si svolge tuttavia in un contesto di forte volatilità dei mercati azionari per i titoli legati all’intelligenza artificiale, sullo sfondo di crescenti timori circa le difficoltà nel rendere redditizi questi investimenti mastodontici.
Infineon, che impiega circa 57.000 persone in tutto il mondo, creerà 1.000 nuovi posti di lavoro presso il suo stabilimento di Dresda, che già ne contava 4.100. Dei 1.000 nuovi dipendenti, circa il 10-20% è di origine straniera. Situato nel cuore della “Silicon Saxony”, uno dei distretti tecnologici più dinamici d’Europa nel settore dei chip elettronici, lo stabilimento di Dresda può contare anche sul bacino di personale della regione, la cui specializzazione in questo settore risale all’ex DDR comunista. Grazie alle sue nove università, la città sassone vanta numerosi ingegneri qualificati, molto richiesti dalle circa 2.500 aziende che operano in questo settore.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance