
Redazione RHC : 11 Ottobre 2025 22:22
I piloti militari americani stanno padroneggiando una nuova disciplina : pilotare droni da combattimento controllati dall’intelligenza artificiale. Durante i voli di addestramento, i piloti dell’Aeronautica Militare statunitense si stanno esercitando a interagire con droni autonomi XQ-58 Valkyrie, in grado di prendere decisioni in una frazione di secondo e di cambiare istantaneamente traiettoria in risposta alle minacce. Lavorare a fianco di un partner del genere richiede che un pilota umano si adatti a una velocità di reazione precedentemente ritenuta impossibile.
La tecnologia che controlla il Valkyrie ha completato l’addestramento di base: gli algoritmi possono ora decollare, manovrare e coordinarsi autonomamente con i velivoli con equipaggio. Gli sviluppatori stanno attualmente addestrando il sistema in tecniche di combattimento difensive, come la schivata degli attacchi e l’intercettazione dei bersagli. All’interno dell’Aeronautica Militare, il progetto è stato ufficiosamente soprannominato “Top Gun AI”, un omaggio alla leggendaria scuola per piloti d’élite, ora dotata di compagni digitali.
L’XQ-58 Valkyrie è una piattaforma di volo da combattimento collaborativo (CCA). Si tratta di un drone stealth a reazione sviluppato da Kratos per il programma Low-Cost Attritable Strike Demonstrator. L’idea è quella di creare un velivolo relativamente economico ma altamente efficace, che possa essere schierato in massa accanto ai caccia. Il Valkyrie può volare a velocità fino a Mach 0,86 (circa 1.060 km/h), salire a un’altitudine di 13,7 km e percorrere 5.500 chilometri senza rifornimento. Il suo carico utile raggiunge i 2.700 chilogrammi, sufficienti per trasportare missili o equipaggiamento da ricognizione.
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Questi velivoli sono attualmente in fase di test in formazione con i caccia F-35, F-22, F-15EX e F/A-18, e sono utilizzati anche dal Corpo dei Marines. Le linee di produzione di Kratos consentono il rapido assemblaggio di nuove unità, aprendo la strada alla creazione di interi squadroni di gregari senza pilota. I primi voli del programma di collaborazione uomo-macchina si stanno svolgendo presso la base aerea di Eaglin in Florida. Stanno testando come un pilota possa gestire una missione con partner autonomi e con quale affidabilità l’IA risponda a situazioni impreviste.
Il comandante dell’aeronautica militare statunitense, il generale Adrian Spain, ha confermato che i droni basati sull’intelligenza artificiale saranno utilizzati in uno spazio di battaglia unificato insieme ai caccia con equipaggio. Nell’estate del 2025, uno squadrone del 96° Test Wing ha condotto una serie di esercitazioni di addestramento , in cui i piloti hanno controllato i droni XQ-58A in combattimenti aerei simulati. I dati ottenuti contribuiranno ad adattare le tecnologie semi-autonome e a implementarle in unità reali.
Un altro programma, VENOM (Viper Experimentation and Next-generation Operations Model), è in corso contemporaneamente per aggiornare i caccia F-16 per il volo autonomo. I primi sei velivoli saranno dotati di nuove apparecchiature di bordo, software e un sistema di sensori che consentiranno il volo senza pilota. Tre di essi sono già in fase di aggiornamento, dopodiché inizieranno i test a terra e in volo. Per ora, la modalità autonoma viene attivata manualmente: un pilota collaudatore in cabina di pilotaggio potrà attivare e disattivare gli algoritmi in tempo reale, monitorandone il comportamento.
Durante i test, gli ingegneri valutano il modo in cui gli esseri umani gestiscono manovre brusche durante i voli congiunti e i limiti delle forze G sicure. Entro un anno e mezzo dall’arrivo del primo velivolo aggiornato, l’Aeronautica Militare prevede di avere un F-16 autonomo completamente operativo, pronto per test approfonditi.
I rappresentanti del comando sottolineano che eliminare completamente gli esseri umani dal processo decisionale non è ancora possibile: l’intelligenza artificiale non deve operare senza supervisione. Tuttavia, la possibilità di utilizzare jet da combattimento senza pilota per scortare gli equipaggi o intercettare gli avversari è vista come un vantaggio strategico. Queste macchine non si stancano, non sono soggette a panico e possono svolgere missioni in cui il rischio per gli esseri umani è troppo elevato.
Redazione
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