
L’Agenzia di Cybersicurezza nazionale (ACN) inizia a fare sul serio.
Infatti è stato avviato il reclutamento per la selezione pubblica di 72 risorse e su questo argomento il Prof. Baldoni, a capo dell’Agenzia ha riportato a Repubblica:
“Al momento operiamo con 90 persone provenienti dalla Difesa, dall’Interno e dall’intelligence, però dobbiamo crescere fino a 300. Di queste 210 saranno scelte tramite concorso”.
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Relativamente alle posizioni alla ricerca dell’agenzia, Baldoni ha detto:
“Figure tecniche, Laureti in ingegneria, matematica, fisica e informatica. In prima battuta ci saranno 50 posti a tempo indeterminato per giovani neolaureati con almeno un paio di anni di esperienza. Per i 22 contratti a termine, invece, puntiamo anche su ruoli di natura manageriale”.
Si cercano solo cittadini italiani, perché?
“in ragione delle attività proprie dell’ACN: dobbiamo tutelare gli interessi nazionali nello spazio cibernetico”.
Poi viene fatta dalla Repubblica una domanda interessante, ovvero, dove pensate di trovarli? A questa domanda Baldoni risponde in questo modo:
“In Italia, ma non solo. Purtroppo i nostri talenti migliori da qualche anno sono andati all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, Belgio ed Olanda, per lavorare nei settori del cloud computing, dell’intelligenza artificiale, della sicurezza informatica e dell’analisi del software. I soliti mali della pubblica amministrazione: stipendi troppo bassi e poca meritocrazia”.
Ma anche la mancanza di stimoli e la bassa “meritocrazia”, di fatto è un problema che deve essere risolto specialmente nella pubblica amministrazione. Il giornalista di Repubblica fa un’altra interessante domanda al Professor Baldoni che è la seguente “E come farete a convincere un ragazzo assunto in Google a mollare tutto e rientrare in Italia”?
“Prima offrendogli un programma di formazione continua di alto livello. Secondo creando una struttura dove le competenze siano il motore. Terzo, attraverso stipendi che, ringraziando il legislatore, sono i più alti possibili nel settore pubblico. Sono equiparati a Bankitalia. I neolaureati partiranno da 50.000 euro all’anno in su. Per quelli a tempo determinato, con profili manageriali, lo stipendio sarà più alto”.
Baldoni riporta l’importanza di essere “hacker”, nel senso più esteso del termine per far parte dell’agenzia dicendo che gli interessati dovranno:
“essere curiosi, innovativi, conoscere l’inglese, essere pronti a lavorare in squadra e mostrare leadership”.
A nostro avviso siamo sulla buona strada, in quanto se facciamo un paragone con un neolaureato assunto nelle grandi agenzie di intelligence USA, come ad esempio la CIA, a livello di stipendio siamo in linea. Ora occorrerà comprendere gli stimoli e il “percorso” che verrà proposto ai ragazzi e quanto interesse ci sarà per la nostra patria e per il nostro paese da parte dei giovani che si trovano a dover effettuare una scelta tra rimanere in Italia o andare all’estero.
Ora speriamo per il bene dell’Italia che le adesioni siano alte (e su questo non abbiamo dubbi), ma che soprattutto le professionalità siano al top.
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