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Una partita a scacchi tra un business man e un robot umanoide che sta a significare l'ingresso delle AI nel mondo del lavoro

L’AI non ha ancora distrutto posti di lavoro… ma sta cambiando tutto silenziosamente

25 Marzo 2026 10:10

Negli ultimi mesi si è parlato molto dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro.

Un recente studio evidenzia un dato controintuitivo:  ad oggi non ci sono evidenze significative di aumento della disoccupazione nei ruoli più esposti all’AI.

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Eppure qualcosa sta cambiando.

Non in modo evidente.

Ma in modo profondo.

Un cambiamento che non fa rumore

L’AI è ancora lontana dal suo pieno potenziale, ma sta già modificando il sistema del lavoro.

Non tanto nei numeri macro, quanto nelle dinamiche più sottili:

  • come si entra nel lavoro
  • quali competenze si sviluppano
  • quanto spazio resta per costruire esperienza reale

I primi segnali emergono soprattutto tra i più giovani, con un rallentamento dell’accesso ai ruoli più esposti.

 Non è una crisi visibile; è una riconfigurazione silenziosa.

Il parallelo con la sicurezza

In ambito cybersecurity siamo abituati a cercare vulnerabilità evidenti: attacchi, anomalie, breach.

Ma le fragilità più pericolose sono spesso quelle che si creano mentre il sistema continua a funzionare.

  • nuovi strumenti → nuove superfici di attacco
  • automazione → maggiore velocità, ma anche minore controllo
  • fiducia nella tecnologia → rischio di delega implicita

Non è la tecnologia a generare il rischio. 

È la perdita di consapevolezza mentre la adottiamo.

Dalla mente al sistema

Negli ultimi anni si è iniziato giustamente a parlare della mente come prima linea di difesa. Ma oggi questo non è più sufficiente, perché le decisioni non nascono più solo nella mente individuale, ma all’interno di sistemi complessi, interconnessi e sempre più mediati dall’AI.

Il punto non è solo quanto una persona sia lucida; ma in quale contesto prende decisioni.

Il vero nodo: qualità della leadership

Se l’AI non sta ancora distruggendo lavoro, sta però già modificando responsabilità e dinamiche decisionali.

E questo ha un impatto diretto anche sulla sicurezza:

  • meno esperienza costruita sul campo
  • maggiore dipendenza da strumenti automatizzati
  • crescente distanza tra chi esegue e chi decide

In questo contesto, la sicurezza non è solo tecnica, né solo cognitiva.

 È una questione di qualità della leadership; di capacità di:

  • mantenere senso critico
  • presidiare l’etica delle scelte
  • non delegare completamente alla tecnologia ciò che resta umano

L’AI accelera. Ma non sostituisce la responsabilità di interpretare ciò che sta accadendo; ne’ nel lavoro, né nella sicurezza.

Perché i rischi più grandi non emergono quando il sistema si rompe.

Emergono quando il sistema cambia, e noi non abbiamo ancora sviluppato la consapevolezza per accorgercene. 



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Marilena Viotto 300x300
Executive Coach (ICF ACC) ed ex COO. Lavora su leadership e qualità delle decisioni nei sistemi complessi, tra AI, responsabilità e trasformazione.
Aree di competenza: Leadership & Decision Making, Organizational Transformation, AI & Work Impact, Complex Systems Thinking, Decision Systems & Governance, Human Factors in Security, Risk Awareness & Critical Thinking, Leadership Hygiene