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L’architettura di cybersecurity a più livelli alla base dei sistemi di sicurezza moderni

30 Giugno 2026 09:24
In sintesi

I moderni sistemi di sicurezza devono integrare la cybersecurity fin dalla progettazione. Crittografia, autenticazione, aggiornamenti sicuri e resilienza garantiscono protezione anche durante attacchi o guasti, riducendo i rischi legati a dispositivi connessi e infrastrutture cloud.

Un sistema di sicurezza che può essere violato non è un sistema di sicurezza valido, ma al contrario può essere una via d’accesso per compiere attacchi. Questa è la realtà a cui va in contro qualsiasi dispositivo connesso e che trasmette dati su una rete, e l’hardware di sicurezza moderno è costantemente connesso.

I sensori comunicano con gli hub, gli hub comunicano con il cloud, Il cloud comunica con i telefoni. Ognuna di queste comunicazioni è una potenziale superficie di attacco, e le aziende che costruiscono infrastrutture di sicurezza serie hanno passato anni a progettare prodotti tenendo conto di ciò.

Capire come funziona questo sistema di protezione è importante non solo per i professionisti IT, ma per chiunque implementi questi sistemi su larga scala.

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Dai sensori agli ecosistemi

Il passaggio dall’hardware indipendente agli ecosistemi di sicurezza collegati in rete ha cambiato completamente il modello delle minacce. Nel 1995 un sensore di movimento fissato a una parete poteva essere aggirato fisicamente. Oggi la stessa categoria di dispositivo esegue firmware, comunica tramite un protocollo radio proprietario, si sincronizza con una piattaforma cloud e invia dati a un’applicazione mobile utilizzata su più sistemi operativi. Ogni livello introduce variabili e vulnerabilità.

I vettori di attacco più rilevanti in questo contesto sono l’intercettazione delle comunicazioni radio, l’accesso non autorizzato ai dati archiviati nel cloud, lo spoofing dei segnali dei dispositivi, il jamming dei canali wireless e lo sfruttamento di firmware non aggiornato. Nessuno di questi è una minaccia solo dal punto di vista teorico, ma in ambienti di ricerca controllati è stato dimostrato che tutti questi tipi di attacco possono essere portati a termine con successo su hardware di sicurezza commerciale.

La risposta dei produttori seri è stata quella di trattare la cybersecurity come un vincolo di progettazione e non come una funzionalità aggiuntiva, implementando la protezione a livello di protocollo anziché applicarla successivamente tramite aggiornamenti software.

Come funziona nella pratica la difesa avanzata

La difesa avanzata implica che il fallimento di un solo livello di sicurezza non comprometta l’intero sistema. È lo stesso principio applicato nell’architettura di sicurezza di rete, tradotto nel contesto della sicurezza fisica.

A livello di dispositivo si parte con la comunicazione radio crittografata. Le piattaforme di allarmi di sicurezza utilizzano la crittografia end-to-end per tutte le comunicazioni dispositivo-hub, combinata con il frequency hopping, una tecnica che sposta continuamente la frequenza di trasmissione per contrastare i tentativi di intercettazione e jamming. Un jammer sintonizzato su una frequenza non può seguire un segnale che si sposta più velocemente di quanto esso possa tracciarlo.

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L’autenticazione del dispositivo si inserisce accanto alla crittografia. Ogni sensore o rilevatore è associato crittograficamente al proprio hub, quindi un segnale “spoofato” proveniente da un dispositivo non autorizzato viene respinto prima ancora di raggiungere il sistema. Questo chiude la classe di attacchi in cui un malintenzionato potrebbe tentare di manipolare il comportamento del sistema immettendo dati falsi, ad esempio per far considerare una zona come libera da minacce o impostare lo stato di allarme disinserito.

A livello di account e accesso, l’autenticazione a più fattori, i permessi utente differenziati e il monitoraggio delle sessioni limitano il raggio d’azione di eventuali credenziali compromesse. Un attaccante che ottiene una password non acquisisce automaticamente il controllo del sistema se è richiesto un secondo fattore di autenticazione e le sessioni attive vengono registrate e sono verificabili.

Gli aggiornamenti firmware over-the-air (OTA) sono protetti tramite pacchetti firmati, infatti vengono accettati solo gli aggiornamenti verificati crittograficamente come provenienti dal produttore. Questo previene la classe di attacchi in cui un aggiornamento malevolo viene inviato a un dispositivo per modificarne il comportamento o aprire una backdoor.

Il concetto di cyber-resilienza

La prevenzione è sicuramente un obiettivo importante, ma nelle implementazioni reali la resilienza lo è probabilmente ancora di più.

La cyber-resilienza descrive la capacità di un sistema di mantenere le funzionalità principali durante un attacco e di recuperare rapidamente quando qualcosa va storto. Per un sistema di sicurezza questo significa che l’allarme scatta comunque anche laddove la connettività cloud venga persa. I sensori continuerebbero a comunicare con l’hub se l’app mobile non fosse raggiungibile.

L’elaborazione locale gestisce la logica critica in modo che un’interruzione di rete o un attacco denial of service distribuito (DDoS) contro l’infrastruttura cloud non disabiliti silenziosamente la protezione.

Questa filosofia progettuale con gestione locale potenziata dal cloud, anziché dipendente da esso, permette di distinguere i sistemi costruiti per la continuità operativa da quelli costruiti principalmente per la comodità. La differenza pratica emerge proprio negli scenari in cui la sicurezza conta di più, cioè durante interruzioni di rete, interferenze mirate e incidenti nelle infrastrutture.

Infrastruttura cloud e governance dei dati

L’archiviazione nel cloud e l’accesso da remoto hanno requisiti specifici. I flussi video, i log degli eventi e i dati dei sensori che viaggiano tra una proprietà e una piattaforma di monitoraggio devono essere crittografati durante la trasmissione e protetti durante la conservazione. I protocolli SSL/TLS gestiscono il livello di trasporto, mentre i controlli di accesso, le politiche di conservazione dei dati e i registri degli audit regolano ciò che accade ai dati una volta giunti a destinazione.

Il rapporto con la centrale di monitoraggio aggiunge un altro livello di sicurezza. Le aziende di sicurezza che hanno accesso ai feed in diretta e ai dati degli eventi sono soggette alle normative sulla protezione dei dati nella maggior parte delle giurisdizioni, e l’architettura dovrebbe riflettere proprio queste regole, gli utenti mantengono quindi il controllo su ciò che le aziende di monitoraggio possono vedere, e tale accesso deve essere esplicito e revocabile.

La divulgazione delle vulnerabilità e la cadenza degli aggiornamenti completano il quadro. La sicurezza interna di un produttore conta tanto quanto l’architettura tecnica dei prodotti stessi. Audit regolari, programmi di divulgazione e comunicazione trasparente dei problemi identificati sono indicatori di un approccio alla cybersecurity che prende sul serio il panorama delle minacce e non di uno che tratta la sicurezza come una trovata di marketing.


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