
Gruppo hacker del famigerato gruppo Lazarus, legato alla Corea del Nord, è riuscito a riciclare oltre 1 miliardo di dollari, rubati dall’exchange di criptovalute Bybit. Tuttavia, una parte dei fondi rubati resta ancora sotto osservazione da parte degli analisti, il che fa sperare in un loro parziale recupero.
Secondo i ricercatori di Lookonchain, Nansen e Arkham, gli hacker hanno svuotato completamente il loro portafoglio, che al momento dell’attacco conteneva quasi 1,5 miliardi di dollari. La maggior parte di questi fondi è stata riciclata tramite l’exchange decentralizzato THORChain, che di recente ha avuto problemi finanziari.
Il 4 marzo, il CEO di Bybit Ben Zhou ha rivelato che dei quasi 500.000 ETH e dei relativi derivati rubati (per un valore di circa 1,09 miliardi di dollari), il 77% era ancora sotto controllo, il 20% era scomparso dai radar e il 3% era stato congelato.
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Gli analisti hanno scoperto che l’83% degli ETH rubati è stato convertito in Bitcoin (BTC) utilizzando 6.954 portafogli. Zhou ha sottolineato che le prossime settimane saranno decisive per il congelamento dei beni, poiché i fondi rubati inizieranno a confluire in borse centralizzate, piattaforme di trading over-the-counter (OTC) e servizi P2P.
Una parte dei fondi rubati è scomparsa tramite lo scambio di criptovalute ExCH, che poco dopo incidente è entrata in conflitto con Bybit. Gli hacker hanno utilizzato anche un servizio proxy associato a OKX. Il presidente di OKX, Hong Fang, ha osservato che l’azienda sta aggiornando attivamente la lista nera degli indirizzi sospetti e ha ricordato che tutte le transazioni nei portafogli elettronici restano tracciabili.
Inoltre, anche i cacciatori di ricompense sono coinvolti nella lotta per riavere indietro i propri fondi. Secondo LazarusBounty.com, ci sono già 19 persone registrate che stanno aiutando a congelare i beni e l’importo delle ricompense pagate ha superato i 2 milioni di dollari.
Il gruppo Lazarus ha dimostrato ancora una volta la sua reputazione di uno dei gruppi di hacker più pericolosi al mondo, riciclando miliardi a un ritmo senza precedenti. Il loro schema coinvolgeva migliaia di portafogli, exchange decentralizzati e piattaforme underground, minacciando la sostenibilità del mercato delle criptovalute.
La portata dell’attacco evidenzia fino a che punto possono arrivare i criminali informatici quando i meccanismi di controllo e di sicurezza non riescono a tenere il passo con i loro metodi.
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