Un noto esperto di red teaming su intelligenza artificiale, Pliny the Liberator, afferma di aver sviluppato un jailbreak universale efficace contro i principali modelli linguistici, inclusi GPT-5.6 Sol, Claude Opus 5 e Fable. In un post pubblico su X, ha descritto la tecnica come funzionale "su TUTTI i modelli" e in ogni categoria testata, sostenendo che potrebbe essere estremamente difficile o addirittura impossibile da correggere completamente.
Un noto esperto di red teaming sull’intelligenza artificiale, ha affermato recentemente di aver trovato un modo per aggirare i principali modelli linguistici. Questo modo funziona contro sistemi di frontiera come ad esempio GPT-5.6 Sol, Claude Opus 5 e Fable.
L’esperto, nello specifico Pliny the Liberator, ha pubblicato un post su X in cui descrive la sua tecnica. Il ricercatore ha detto che il prompt da lui creato, funziona “su tutti i modelli” che ha testato.
Sostiene che potrebbe essere difficile, forse addirittura impossibile, correggere questo problema di sicurezza. A differenza di molti jailbreak resi pubblici, Pliny ha scelto di non divulgare il metodo completo per ora.
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L’obiettivo che ha dichiarato è garantire una finestra di “disclosure responsabile”, consentendo ai laboratori di AI, red teamer, ricercatori della sicurezza e policy maker di esaminare il bug prima che si diffonda ampiamente.
Il ricercatore ha invitato gli esperti del settore in attività di red teaming, sicurezza, allineamento e politiche a contattarlo privatamente. La sua decisione è motivata dal clima politico e regolatorio attuale e dalla volontà di evitare potenziali restrizioni severe o divieti che potrebbero seguire una diffusione caotica.
I jailbreak, sono dei prompt o schemi di interazione che bypassano i filtri di sicurezza dei modelli, consentendo di produrre output non permessi o ad alto rischio. Questa rivendicazione universale (cioè su tutti i modelli) è significativa perché la maggior parte delle tecniche esistenti sono specifiche per modello e vengono rafforzate dopo la divulgazione.
Se il metodo resisterà ai test indipendenti, evidenzierebbe delle lacune persistenti nella formazione alla sicurezza, nel comportamento di rifiuto dei modelli, nella robustezza dei guardrail e nella generalizzazione degli schemi di attacco tra diversi modelli. Inoltre, metterebbe in luce come i vendor coordinino le correzioni senza bloccare l’uso legittimo.
Pliny ritiene che la divulgazione pubblica non renderebbe il mondo “più pericoloso”, ma riconosce che altri potrebbero dissentire.
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Le squadre di sicurezza e i proprietari di prodotti AI dovrebbero considerare questa rivelazione come un segnale di allerta precoce, non come una prova confermata. La validazione indipendente, gli avvisi dei vendor e le eventuali linee guida coordinate per le correzioni saranno più importanti della sola rivendicazione iniziale.
Fino a quando i laboratori non forniranno una risposta o il metodo non sarà documentato attraverso canali appropriati, le organizzazioni dovrebbero continuare a mantenere i controlli standard. Ciò include il monitoraggio degli output, l’accesso minimo alle funzionalità e la revisione umana per i workflow ad alto rischio. Inoltre, dovrebbero avere percorsi chiari di escalation per violazioni delle policy.
Il ricercatore ha dichiarato che aspetta il momento giusto per condividere il metodo.
Nel frattempo, la prossima mossa del settore sarà cruciale. Si tratta di capire se si procederà con test privati o se si lancerà un allarme pubblico. Qualsiasi scelta verrà fatta plasmerà lo sviluppo della vicenda e avrà un impatto significativo sul futuro di questi modelli.
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Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza:Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance
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