Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

Le aziende corrono verso l’IA mentre le “AI Ombra” aprono nuovi fronti di rischio

3 Dicembre 2025 10:44

L’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale nelle imprese sta modificando in profondità i processi operativi e, allo stesso tempo, introduce nuovi punti critici per la sicurezza. Le aziende ricorrono a questi sistemi con l’obiettivo di aumentare la produttività e rafforzare la competitività, ma la loro crescente autonomia impone un ripensamento delle regole di controllo e governance.

Gli assistenti basati su IA non svolgono più soltanto attività di supporto, come la stesura di e-mail o la redazione di riassunti. In molte organizzazioni sono ora in grado di avviare ordini di lavoro, analizzare log tecnici, gestire account e intervenire automaticamente in caso di anomalie. Queste funzioni, tipiche della nuova generazione di agenti “agentivi“, consentono ai sistemi di agire direttamente al posto degli operatori umani.

In questa evoluzione, il passo più significativo riguarda l’emergere di agenti in grado di interpretare obiettivi, definire una sequenza di azioni, richiamare API e coinvolgere altri agenti, il tutto senza l’intervento preliminare dei team di sicurezza. In diversi reparti – dal marketing alle operazioni DevOps – questi sistemi prendono decisioni e reagiscono a guasti con una rapidità che supera la capacità di supervisione delle persone.

Gli agenti intelligenti si differenziano nettamente dalle identità non umane tradizionali, come gli account di servizio o le chiavi API. Non seguono flussi operativi fissi: adattano i propri metodi e accedono a più sistemi in base al contesto.

Questa flessibilità li rende strumenti potenti, ma anche potenziali punti di vulnerabilità, poiché possono muoversi tra database, CRM e piattaforme interne con livelli di privilegio molto ampi. La complessità aumenta ulteriormente quando un agente ne richiama altri, rendendo difficile collegare l’azione finale alla fonte umana originaria.

Molte aziende stanno osservando la crescita di unaintelligenza artificiale ombra”, formata da strumenti non ufficiali introdotti dai team senza un processo formale di revisione. Nuovi servizi vengono attivati dai product manager, bot per le riunioni vengono collegati a sistemi interni e sviluppatori sperimentano assistenti locali in grado di interrogare dati sensibili. Queste iniziative spesso sfuggono ai meccanismi di visibilità tradizionali, e persino i sistemi di sicurezza faticano a identificare gli agenti in esecuzione su funzioni cloud o macchine virtuali.

Di fronte a identità che operano alla velocità delle macchine, i team di sicurezza stanno introducendo nuove forme di governance. Ogni agente deve essere associato a un responsabile, avere un ciclo di vita definito e includere informazioni chiare sull’intento con cui esegue ogni operazione.

Le autorizzazioni predefinite dovrebbero essere limitate alla sola lettura, mentre i privilegi di scrittura devono essere concessi con scadenze precise. Tuttavia, molte imprese non hanno ancora procedure standard per disattivare gli agenti non più necessari, e ciò porta a sistemi dimenticati che continuano ad agire con credenziali obsolete o privilegi eccessivi.

Per questo motivo alcune realtà stanno introducendo registri formali degli agenti attivi, in cui vengono documentati scopo, responsabile, permessi e periodo di validità. È un passo necessario per portare queste nuove identità all’interno di un quadro di gestione strutturato. L’obiettivo non è frenare l’adozione dell’IA, ma assicurare che operi secondo confini chiari, esattamente come avviene per il personale umano che non riceve immediatamente accessi amministrativi.

L’uso crescente di agenti autonomi richiede dunque meccanismi di controllo automatizzati, in grado di limitare le operazioni consentite, registrare i comportamenti e bloccare eventuali processi anomali prima che generino danni. Poiché questi sistemi interagiscono già con clienti, flussi finanziari e infrastrutture critiche, una gestione inadeguata della cosiddetta “intelligenza artificiale ombra” rischia di trasformare anomalie isolate in problemi strutturali.

In questo scenario, è necessario riconoscere una terza categoria di identità-gli agenti autonomi-dotata di responsabilità tracciabili e regole di accesso rigorose, così da integrare queste tecnologie come “colleghi con capacità avanzate” e non come semplici script privi di supervisione.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella. Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…