Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
970x120 Enterprise 1
320x100 Olympous
Le hacker girl più famose di sempre: Kristina Svechinskaya

Le hacker girl più famose di sempre: Kristina Svechinskaya

20 Ottobre 2021 07:17

Nell’immaginario collettivo, la parola “hacker” o “criminale informatico” è un uomo giovane, con enormi doti informatiche, ma la storia ci ha insegnato che in pochi e rari casi non è affatto così.

Tra le black hacker donne, spicca sicuramente Kristina Svechinskaya, di origine russa, nata il 16 febbraio del 1989, capace all’età di 21 anni di rubare dai conti correnti degli americani ben 3 milioni di dollari.

L’infanzia

Fluente nella lingua inglese, Kristina studiò alla Stavropol State University (un ente di istruzione accademica russo situato a Stavropol).

Dopo la morte del padre, le condizioni della sua famiglia cominciarono ad essere precarie, in quanto il loro sostentamento era affidato ad uno stipendio di 12.000 rubli (400 dollari all’epoca).

Il Massachusetts e New York

Nel suo terzo anno di università, Kristina scelse il programma Work & Travel e nell’estate del 2010 arrivò nello stato del Massachusetts, negli Stati Uniti D’America, dove iniziò a lavorare in un fast food. 

I suoi guadagni erano bassi e aveva problemi con l’affitto per pagare il suo alloggio, pertanto si trasferì a New York per iniziare la sua carriera come black hat hacker e secondo quanto riportato dal New York Post, iniziò a prendere parte ad un giro di hacker criminali che includevano diversi “studenti universitari” che si trovano negli Stati Uniti, i quali avevano un visto come studenti all’interno del paese.

Alla Svechinskaya venne offerta una quota pari all’8-10% del denaro, per le frodi telematiche commesse, quindi iniziò ad effettuare attacchi informatici e frodi bancarie.

L’arresto e le accuse

All’inizio di ottobre del 2009, Kristina e diversi altri studenti russi vennero arrestati con l’accusa di aver perpetrato frodi bancarie. Secondo l’indagine, Kristina aveva violato almeno 5 conti bancari di persone statunitensi, dai quali gli hacker hanno trasferito denaro.

Successivamente venne condannata, ma la Svechinskaya firmò il rilascio sotto cauzione per un totale di 25.000 dollari, con una decisione del tribunale, secondo il fascicolo a disposizione dell’Agenzia russa per le questioni legali e l’informazione Giudiziaria.

La condanna

Il tribunale stabilì che la donna russa di 21 anni doveva essere sotto supervisione, vietandole di viaggiare al di fuori dei distretti meridionali e orientali di New York, a giugno 2011.

Il 30 settembre del 2010, i rappresentanti della Procura degli Stati Uniti e dell’FBI annunciarono la scoperta di una rete criminale in cui erano presenti persone provenienti da diversi paesi, principalmente dall’Europa orientale: Ucraina, Bielorussia, Moldavia, nonché Kazakistan e Russia .

Vennero quindi presentate accuse contro 25 cittadini russi, tra cui Kristina Svechinskaya. La maggior parte degli imputati erano giovani tra i 20 ei 26 anni che sono entrati negli Stati Uniti con visti per studenti, tutti sospettati di coinvolgimento nel furto di fondi come conti bancari negli Stati Uniti.

Secondo i dati diffusi in precedenza, dall’ufficio del procuratore del distretto meridionale di New York, la Svechinskaya faceva parte di un gruppo di cosiddetti “money-mule”, che trasferivano denaro utilizzando un virus chiamato “Zeus-Trojan” (Zeus-Trojan), nonché trasferendo denaro all’estero.

Il gruppo era composto da più di dieci persone tra le quali la Svechinskaya, la quale aprì almeno cinque conti fittizi per diverse persone presso Bank of America e Wachovia.

Successivamente, Kristina Svechinskaya venne processata. Quando sono stati letti i materiali del caso scoppiò in lacrime e confessò le sue malefatte, anche se venne riferito che rischiava fino a 40 anni di carcere.

Secondo le autorità, la Svechinskaya ha compromesso almeno cinque conti presso la Bank of America e Wachovia, sotto i presunti nomi di Anastasia Opokina e Svetlana Makarova. Su questi conti sono stati successivamente trasferiti più di 35mila dollari, rubati dalle sue vittime.

Nel 2016, Svechinskaya ha realizzato una presentazione su YouTube di SmartFlash, commercializzata come un’unità flash USB sicura basata su cloud per archiviare una quantità illimitata di dati.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Silvia Felici 150x150
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyberpolitica
Autonomia Digitale: La Francia dice addio a Teams e Zoom dal 2027
Silvia Felici - 28/01/2026

Non è la prima iniziativa che spunta su questo fronte, ultimamente. Anzi, se ne sentono diverse, una dopo l’altra. Ed è quasi inevitabile: autonomia tecnologica e sicurezza nazionale stanno diventando un terreno sempre più battuto,…

Immagine del sitoCultura
Il ransomware non blocca i server, blocca il credito. Il lato finanziario della cybersecurity
Antonio Piovesan - 27/01/2026

C’è questa idea sbagliata, un po’ romantica volendo, per cui il ransomware è “roba da IT”: qualche server in crisi, due notti in bianco, poi si riparte e fine… La realtà, soprattutto per un’azienda quotata…

Immagine del sitoDiritti
Difesa attiva e hack back: il labirinto legale della cybersecurity
Paolo Galdieri - 27/01/2026

Nel precedente contributo abbiamo esplorato come la posizione di garanzia del professionista della cybersecurity si scontri con fattispecie classiche come l’accesso abusivo. Tuttavia, nella mia esperienza professionale e accademica, riscontro spesso una zona d’ombra ancora…

Immagine del sitoVulnerabilità
E che il phishing abbia inizio! Microsoft corre ai ripari per una zero-day già sfruttata in Office
Pietro Melillo - 27/01/2026

Ancora una volta Microsoft si è vista obbligata ad effettuare una rapida correzione di alcune falle. L’azienda ha rilasciato patch non programmate per Microsoft Office, risolvendo una pericolosa vulnerabilità zero-day già sfruttata in attacchi informatici.…

Immagine del sitoCyber News
ServiceNow sotto attacco: come un’email può spalancare le porte della tua azienda
Redazione RHC - 27/01/2026

La recente scoperta di una vulnerabilità nella piattaforma AI di ServiceNow ha scosso profondamente il settore della sicurezza informatica. Questa falla, caratterizzata da un punteggio di gravità estremamente elevato, ha permesso ad aggressori non autenticati…