
VMware avverte di una vulnerabilità zero- day nel suo prodotto Cloud Director. L’ID vulnerabilità CVE-2023-34060 ( punteggio CVSS 9,8) consente a un potenziale utente malintenzionato di aggirare il sistema di autenticazione. Il problema riguarda le istanze di Cloud Director aggiornate alla versione 10.5 da versioni precedenti.
La vulnerabilità è legata ad una libreria utilizzata nel sistema operativo Photon. Un utente malintenzionato che riesce ad accedere alla rete del dispositivo può autenticarsi tramite le porte 22 e 5480, ignorando la procedura di accesso standard. La scoperta della vulnerabilità è attribuita all’esperto di sicurezza informatica Dustin Hartle di Ideal Integrations.
VMware non ha ancora rilasciato una correzione, ma ha fornito uno script di mitigazione. Il suo utilizzo non richiederà tempi di inattività del sistema e non influirà sul funzionamento di Cloud Director, pertanto gli esperti consigliano di applicare lo script di mitigazione il prima possibile e di non attendere il rilascio della patch ufficiale.
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Come accennato in precedenza, sulla scala CVSS la vulnerabilità ha ricevuto un punteggio estremamente elevato pari a 9,8, che ne indica la criticità e la facilità di sfruttamento. Tutto ciò di cui hai bisogno è l’accesso alla rete del dispositivo. Gli aggressori possono sfruttare attivamente questo difetto finché non viene risolto dallo sviluppatore e dagli amministratori delle istanze Cloud Director interessate.
È interessante notare che proprio di recente, alla fine di ottobre, VMware aveva già corretto una pericolosa vulnerabilità in un altro dei suoi prodotti, vCenter Server, con l’identificatore CVE-2023-34048 , che consentiva l’esecuzione remota di codice arbitrario.
Nonostante la rapida risposta dell’azienda, l’attuale incidente dimostra la vulnerabilità sistemica dei servizi cloud. Gli esperti esortano le aziende a monitorare attentamente la sicurezza delle proprie soluzioni cloud e a installare tempestivamente eventuali aggiornamenti di sicurezza.
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