La IWF (Internet Watch Foundation), un’organizzazione senza scopo di lucro con sede in Inghilterra la cui missione è “eliminare le immagini di abusi sessuali sui minori online”, ha recentemente pubblicato una analisi sui “predatori online” e sulla tipologia di abuso sessuale prevalente. L’ambito della relazione ha riguardato l’intero 2020.
L’IWF ha valutato quasi 300.000 segnalazioni nel 2020, in cui poco più della metà di queste – 153.383 – erano relative a materiale che raffigurante abusi sessuali sui minori.
Rispetto ai numeri del 2019, c’è stato un aumento del 16% delle pagine che ospitano queste immagini o vengono utilizzate per la condivisione.
Sulla base di queste informazioni, la IWF è stata in grado di stabilire le seguenti tendenze:
- La maggior parte delle vittime sono donne. C’è stato un aumento nel numero di bambine di sesso femminile dal 2019. Nel 2020, l’IWF ha notato che il 93% del materiale Child Sexual Abuse Material (CSAM) da loro valutato coinvolgeva almeno una bambina. Si tratta di un aumento del 15% rispetto ai numeri del 2019.
- I predatori online cercano bambini di età compresa tra 11 e 13 anni. L’IWF ha analizzato un totale di 245.280 hash (codici univoci che rappresentano immagini, video o altri CSAM), dove la maggior parte dei quali coinvolgeva bambine tra 11-13 anni di età. Seguono i bambini dai 7 ai 10 anni di età.
- I contenuti auto-generati sugli abusi sessuali su minori sono in aumento. Il 44% delle immagini e video analizzati dall’IWF nel 2020 sono classificati come contenuti di abusi sessuali su minori “autogenerati”. Si tratta di un aumento del 77% dal 2019 (in cui sono state ricevute 38.400 segnalazioni) al 2020 (68.000 segnalazioni).
- L’Europa ospita quasi tutti gli URL di abusi sessuali su minori. L’IWF ha rilevato che il 90% degli URL analizzati che ospitano CSAM erano ospitati in Europa, nella quale includevano anche Russia e Turchia. Tra tutti i paesi in Europa, i Paesi Bassi sono il luogo privilegiato per ospitare CSAM, una costante che l’IWF ha visto negli anni.
Il rapporto di IWF evidenzia una tendenza preoccupante sulle vittime infantili e ci dà un’idea che i predatori online non solo governano i loro obiettivi, ma li costringono a eseguire i loro ordini.
Purtroppo, non esiste una singola misura o componente tecnologico in grado di risolvere il problema dello sfruttamento dei minori. La migliore protezione per i bambini è un’efficace genitorialità e l’IWF esorta i genitori e i tutori a parlare con i loro figli.
TALK è un elenco di passi completi e attuabili che i genitori e / o gli assistenti possono intraprendere per aiutare i propri figli attraverso un viaggio online più sicuro man mano che crescono. TALK sta per:
- Parla con tuo figlio degli abusi sessuali online. Inizia la conversazione e ascolta le loro preoccupazioni;
- Concorda le regole di base sul modo in cui usi la tecnologia in famiglia;
- Scopri le piattaforme e le app che tuo figlio ama. Interessati alla loro vita online;
- Impara a utilizzare strumenti, app e impostazioni che possono aiutarti a mantenere il tuo bambino al sicuro online.
Fonte
https://www.iwf.org.uk/report/iwf-2020-annual-report-face-facts
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