Ne parlammo diverso tempo fa. La scelta delle sanzioni non avrebbe portato altro che “autonomia tecnologica” e quindi una mancata “dipendenza” dalle tecnologie occidentali. E di conseguenza ad una superiorità a lungo termine della Cina visto il trend degli ultimi 30 anni.
In Cina, lo sviluppo della produzione nazionale di microchip sta raggiungendo un nuovo livello. Questo nonostante i tentativi degli Stati Uniti di limitare l’accesso alle tecnologie avanzate. Il principale produttore cinese di semiconduttori, SMIC, ha lanciato nuove linee di produzione di chip a Shanghai.
Ciò è stato possibile grazie alla collaborazione con il colosso tecnologico Huawei. Tale collaborazione è finalizzata alla produzione in serie della prossima generazione di processori per smartphone entro quest’anno.
La mossa è in linea con la spinta di Pechino verso l’autosufficienza dei chip. In un contesto di inasprimento delle restrizioni all’esportazione da parte dell’amministrazione Biden. Inoltre anche gli sforzi congiunti di Paesi Bassi e Giappone per bloccare l’accesso della Cina ad attrezzature avanzate per la produzione di chip non hanno portato vantaggi.
SMIC prevede di utilizzare le attrezzature statunitensi e olandesi accumulate per creare chip più piccoli da 5 nm. La tecnologia consentirà lo sviluppo di nuovi smartphone premium Huawei con processori Kirin sviluppati da HiSilicon.
La situazione dimostra che, nonostante le restrizioni all’esportazione, l’industria cinese dei semiconduttori continua a svilupparsi gradualmente. Huawei ha già sorpreso l’industria e gli analisti lanciando ad agosto lo smartphone premium Mate 60 Pro. Lo smartphone è dotato di un processore da 7 nm.
Se la produzione avrà successo, SMIC inizierà anche la produzione del potente processore AI di Huawei. Si tratta dell’Ascend 920 con processo a 5 nm, riducendo il divario tra le alternative cinesi e le ambite GPU di Nvidia.
Nonostante i costi aggiuntivi associati alla produzione di chip più complessi, SMIC è stata costretta a fissare prezzi per i prodotti con processi tecnici a 5 e 7 nm più alti del 40-50%.
Anche se i chip da 5 nm di SMIC saranno ancora una generazione indietro rispetto alla tecnologia di processo a 3 nm all’avanguardia di TSMC, segnano un progresso significativo per l’industria cinese dei semiconduttori nell’ambito dell’attuale regime di controllo delle esportazioni.
Tutti questi sforzi di perfezionamento riflettono la determinazione della Cina a sviluppare la propria industria dei semiconduttori. Il tutto nonostante le sanzioni internazionali, evidenziando l’importanza di queste linee di produzione per il futuro sviluppo tecnologico del Paese nei prossimi anni.
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