
Redazione RHC : 7 Maggio 2025 22:22
Per contrastare l’abuso crescente delle tecnologie di intelligenza artificiale e ristabilire un ordine nel settore digitale, la Cyberspace Administration of China ha dato avvio a una maxi-campagna nazionale chiamata “Chiaro e Luminoso: rettifica dell’abuso della tecnologia di intelligenza artificiale”.
Questa iniziativa, della durata di tre mesi, punta a standardizzare l’utilizzo delle applicazioni AI, promuovere uno sviluppo etico del settore e proteggere i diritti legittimi dei cittadini cinesi. L’operazione è divisa in due fasi: la prima mira a controllare le fonti tecnologiche e rettificare gli strumenti IA illegali, migliorando la capacità delle piattaforme di identificare e bloccare contenuti sintetici pericolosi; la seconda, invece, si concentrerà sulla rimozione di contenuti falsi, pornografici, impersonificazioni digitali e attività online manipolatorie, punendo account e organizzazioni coinvolte.
Nella prima fase, sei problemi principali sono nel mirino delle autorità: dalla diffusione di software illegali come tool di “svestizione in un clic” e sintetizzatori vocali non autorizzati, alla mancanza di gestione dei dataset usati per l’addestramento dei modelli IA, spesso tratti da fonti non verificate o illegali.
CALL FOR SPONSOR - Sponsorizza la Graphic Novel Betti-RHC Sei un'azienda innovativa, che crede nella diffusione di concetti attraverso metodi "non convenzionali"? Conosci il nostro corso sul cybersecurity awareness a fumetti? Red Hot Cyber sta ricercando un nuovo sponsor per una nuova puntata del fumetto Betti-RHC mentre il team è impegnato a realizzare 3 nuovi episodi che ci sono stati commissionati. Contattaci tramite WhatsApp al numero 375 593 1011 per richiedere ulteriori informazioni oppure alla casella di posta [email protected]
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
A questi si aggiungono gravi carenze nei sistemi di sicurezza delle piattaforme, l’assenza di identificazione chiara dei contenuti generati e i rischi in settori sensibili come medicina, finanza ed educazione, dove l’AI viene impiegata senza adeguati controlli, generando “prescrizioni AI” o “investimenti fittizi” con effetti potenzialmente disastrosi.
La seconda fase si occupa invece di ripulire il web da sette categorie di contenuti pericolosi: tra questi, la generazione e diffusione di voci false su politica e attualità, la manipolazione di notizie tramite deepfake, la pubblicazione di contenuti pseudoscientifici e superstiziosi, e la produzione di materiale pornografico e violento tramite AI.
Altre pratiche sotto osservazione sono l’utilizzo di intelligenza artificiale per impersonare personaggi famosi o defunti a fini fraudolenti, il controllo delle conversazioni online tramite bot e content farm automatizzate, e l’uso di IA per creare piattaforme contraffatte o servizi seducenti rivolti a minori, con conseguente rischio di dipendenza e danni psicologici.
L’intervento dell’autorità cinese non si limita alla rimozione: tutte le piattaforme sono obbligate a implementare strumenti di rilevamento dei contenuti AI, effettuare revisioni regolari e rafforzare i controlli su API e chatbot. Gli amministratori locali del cyberspazio hanno ricevuto l’ordine di vigilare e intervenire attivamente, promuovendo al contempo la divulgazione scientifica e l’alfabetizzazione tecnologica della popolazione.
Con questa campagna, la Cina mira a consolidare un modello di governance dell’intelligenza artificiale che non solo freni gli abusi, ma educhi gli utenti, responsabilizzi gli sviluppatori e imponga limiti chiari a una tecnologia che, se lasciata incontrollata, può trasformarsi da risorsa a minaccia.
Il messaggio è chiaro: l’era dell’IA selvaggia sta finendo, almeno in Cina.
Redazione
Dietro molte delle applicazioni e servizi digitali che diamo per scontati ogni giorno si cela un gigante silenzioso: FreeBSD. Conosciuto soprattutto dagli addetti ai lavori, questo sistema operativo U...

Molto spesso parliamo su questo sito del fatto che la finestra tra la pubblicazione di un exploit e l’avvio di attacchi attivi si sta riducendo drasticamente. Per questo motivo diventa sempre più f...

Dal 1° luglio, Cloudflare ha bloccato 416 miliardi di richieste da parte di bot di intelligenza artificiale che tentavano di estrarre contenuti dai siti web dei suoi clienti. Secondo Matthew Prince, ...

Nel 2025, le comunità IT e della sicurezza sono in fermento per un solo nome: “React2Shell“. Con la divulgazione di una nuova vulnerabilità, CVE-2025-55182, classificata CVSS 10.0, sviluppatori ...

Cloudflare torna sotto i riflettori dopo una nuova ondata di disservizi che, nella giornata del 5 dicembre 2025, sta colpendo diversi componenti della piattaforma. Oltre ai problemi al Dashboard e all...