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Ondřej-Surý

L’eroe di PHP visto da vicino! Da 20 anni protegge Internet nel suo tempo libero

25 Ottobre 2026 17:31
In sintesi

Ondřej Surý contribuisce da oltre vent'anni alla sicurezza di Internet mantenendo volontariamente i pacchetti PHP per Debian e Ubuntu. La sua storia racconta il lato meno visibile dell'open source: sviluppatori che dedicano tempo e competenze a software essenziali, spesso senza compensi proporzionati. È lo spirito del primo Internet, fondato sulla condivisione, che ancora oggi sopravvive grazie a chi crede nel bene comune.

Mentre gli esperti di sicurezza informatica tentano di risolvere il più rapidamente possibile gravi vulnerabilità di sicurezza di PHP, un programmatore dedica il suo tempo libero a garantire che gli aggiornamenti di sicurezza rimangano accessibili a tutti. Si chiama Ondřej Surý e da più di venti anni aiuta a proteggere milioni di servizi online, manutenendo volontariamente componenti fondamentali dell’infrastruttura di Internet.

La sua storia è stata raccontata dalla BBC. Ricorda una realtà che spesso viene dimenticata: una parte significativa della sicurezza di Internet dipende da sviluppatori che dedicano il loro tempo personale al mantenimento di software utilizzato in tutto il mondo.

Due vulnerabilità e una corsa contro il tempo

Al centro di questa storia c’è PHP — un linguaggio di programmazione su cui funzionano molti siti web. In questa settimana con l’aiuto dell’intelligenza artificiale sono state scoperte due gravi vulnerabilità in PHP, dopo di che la PHP Foundation ha rilasciato le correzioni.

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La scoperta dei bug di sicurezza ha portato ad una corsaper l’installazione degli aggiornamenti. Gli esperti temono che i criminali informatici possano sfruttare le vulnerabilità prima che gli amministratori possano proteggere i sistemi vulnerabili.

Tuttavia, la pubblicazione della correzione non significa che essa diventa automaticamente disponibile per ogni utente. Molti amministratori di sistema potrebbero incontrare difficoltà nell’installazione manuale degli aggiornamenti, soprattutto se si tratta di un’infrastruttura server complessa.

È proprio qui che entra in gioco Surý . Lui si occupa volontariamente del mantenimento dei pacchetti PHP per Debian e Ubuntu — due distribuzioni Linux popolari, ampiamente utilizzate su server web. Il suo compito è prendere il codice sorgente pubblicato dal progetto PHP e preparare pacchetti che gli amministratori di sistema possano installare molto più facilmente.

Quando le informazioni sulle vulnerabilità si sono diffuse prima del previsto, i tempi di rilascio delle correzioni hanno dovuto essere accelerati. Surý aveva pochissimo tempo per preparare tutto il necessario. «Mi sento responsabile per tutte queste persone e so che non posso deluderle», — ha raccontato lo sviluppatore alla BBC.

Il lavoro che fa nel suo tempo libero

La particolarità di questa storia risiede nel fatto che il mantenimento dei pacchetti PHP non è il lavoro principale di Sur . Lui ricopre la posizione di direttore dello sviluppo DNS in Internet Systems Consortium — un’organizzazione non profit americana.

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Da più di due decenni lui lavora in parallelo alla sua attività professionale principale e mantiene volontariamente i pacchetti PHP per Debian e Ubuntu.

Durante l’incidente recente, l’importanza del suo lavoro è diventata particolarmente evidente. Ha sottolineato l’importanza del contributo degli sviluppatori di PHP stessi e di altri esperti tecnici coinvolti nella preparazione e distribuzione delle correzioni.

Il riconoscimento è arrivato anche sotto forma di donazioni. In pochi giorni, lo sviluppatore ha ricevuto più di 10.000 dollari da parte dei sostenitori.

I veri custodi di Internet non sono sempre quelli che immaginiamo

C’è una dimensione dell’open source che rischiamo di dimenticare, mentre tutto il mondo tecnologico sembra inseguire investimenti, finanziamenti e ritorni economici. Esistono software che fanno funzionare una parte enorme della nostra vita digitale e che vengono mantenuti da persone che, per questo lavoro, non ricevono necessariamente uno stipendio, un sussidio o un riconoscimento proporzionato alla responsabilità che si assumono.

Lo fanno perché credono nel valore di ciò che costruiscono, perché amano la tecnologia e perché ritengono che la conoscenza, quando viene condivisa, possa diventare qualcosa di più grande del contributo del singolo. È questo uno dei principi più autentici dell’open source: scrivere codice non soltanto per venderlo, ma per mettere qualcosa di utile nelle mani di tutti. Naturalmente, non tutto il software libero nasce dal volontariato e molti progetti ricevono finanziamenti o sostegno aziendale. Ma esiste ancora una comunità di manutentori che dedica le proprie serate, i fine settimana e una parte preziosa della propria vita a mantenere in funzione strumenti dai quali dipendono aziende, istituzioni e milioni di persone che spesso non conoscono nemmeno il loro nome.

Forse, in fondo, era proprio questo il vero Internet degli albori: non solo una rete fredda di computer, ma una rete di persone unite dalla convinzione che la conoscenza dovesse circolare liberamente e che la tecnologia potesse crescere grazie alla collaborazione, prima ancora che attraverso il profitto.

Oggi Internet è diventato un gigantesco mercato, dominato da piattaforme, interessi economici e competizioni miliardarie.

Eppure, sotto questa superficie, sopravvive ancora lo spirito di quei pionieri: quello di chi corregge una vulnerabilità nel cuore della notte, mantiene una libreria utilizzata da migliaia di progetti o distribuisce una patch senza sapere chi, dall’altra parte del mondo, ne beneficerà. La parte più straordinaria è che spesso queste persone proteggono anche chi non saprà mai di doverle ringraziare.

È una forma silenziosa di responsabilità collettiva: lavorare per un bene che appartiene a tutti, senza avere la certezza che qualcuno se ne accorga.

E forse è proprio qui che risiede la lezione più profonda della storia di Surý: Internet non è diventato grande soltanto grazie alle aziende che lo hanno trasformato in un business, ma anche grazie a quei veterani che continuano a credere che condividere qualcosa, sia ancora più importante che”possederla”.



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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance