Il test, durato due giorni, ha visto la partecipazione di veicoli militari autonomi o veicoli senza equipaggio (UGV) costruiti da 11 sviluppatori mondiali.
Le nazioni di tutto il mondo si affannano a incorporare le nuove tecnologie per far progredire le loro capacità militari, al fine di rimanere all’avanguardia e ridurre le perdite.
A questo proposito, presso l’Accademia militare estone è stato condotto un nuovo esperimento di autonomia. Questo mira a modernizzare le forze armate e a dotarle dei più recenti sistemi autonomi. Al test, durato due giorni, hanno partecipato veicoli terrestri senza equipaggio (UGV) di 11 sviluppatori mondiali provenienti da nove Paesi.
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I test miravano a comprendere “lo stato attuale delle capacità di navigazione autonoma dei veicoli senza pilota sviluppati per uso militare”, ha dichiarato un comunicato stampa dell’Accademia militare estone.
Un esercizio per verificare le capacità dei veicoli militari autonomi
I progressi della tecnologia, in particolare dell’intelligenza artificiale, hanno portato alla transizione dai robot come piattaforme controllate a distanza a dispositivi completamente autonomi. Questi ultimi in grado di valutare le circostanze ed escogitare soluzioni da soli.
Questi sistemi avanzati potrebbero essere inviati in ambienti pericolosi senza mettere a rischio la vita umana. Potrebbero inoltre garantire ai soldati al fronte la capacità di comunicare all’ultimo miglio. Attualmente infatti ciò si esegue trasportando cibo, munizioni ed equipaggiamento sulla schiena di qualcuno su terreni sconnessi.
Questa transizione può anche aiutare a utilizzare la manodopera per compiti più critici.
L’evento ha rappresentato una base di partenza per le aziende del settore che hanno potuto esporre i loro sistemi a un pubblico internazionale di esperti militari. Ogni “sistema partecipante è sottoposto a scenari progressivamente più complessi, in cui vengono esaminati gli elementi necessari per la navigazione su strada, nel paesaggio e nella foresta aperta – pianificazione del percorso, spostamento da un punto all’altro, evitamento degli ostacoli”.
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I test hanno valutato la prontezza tecnologica dei sistemi terrestri senza pilota e la collaborazione uomo-macchina.
“Le veicoli militari autonomi non vengono classificate, ma, in collaborazione con un team internazionale composto da specialisti del settore, vengono redatti dei report dopo l’evento. Attraverso questi poi le forze di difesa, i partner e le aziende partecipanti possono ricevere un ampio feedback e input sugli ultimi sviluppi dei sistemi terrestri senza pilota”, ha dichiarato Markus Decision, coordinatore del progetto.
L’Accademia della Difesa ha guidato il progetto con il supporto di partner provenienti da Germania, Regno Unito, Finlandia, Svezia, Norvegia e Paesi Bassi.
I test rientrano anche nel progetto iMUGS (Integrated Modular Unmanned Ground System). Questo prevede lo sviluppo di un veicolo autonomo dotato di un sistema di controllo, un sistema di difesa informatica e una rete di sensori integrata.
Conclusioni
Le prime caratteristiche operative del sistema si concentrano sul miglioramento della consapevolezza della situazione in combattimento, della mobilità dell’unità e delle capacità di trasporto. L’obiettivo secondario del progetto iMUGS è fornire un approccio comune per un sistema terrestre senza pilota in tutta Europa.
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Laureata in Mediazione Linguistica per le lingue inglese e spagnolo, attualmente lavora come copywriter presso s-mart.biz, società leader nella sicurezza informatica.
Aree di competenza:Innovazione tecnologica, Awareness, Redazione Red Hot Cyber
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