La suite per ufficio Euro-Office ha ricevuto la sua prima versione stabile. Il progetto è stato sviluppato come piattaforma europea per la modifica collaborativa di documenti, fogli di calcolo e presentazioni nel browser, con particolare attenzione all’open source, allo sviluppo trasparente e alla sovranità digitale.
Euro-Office si basa sul componente server DocumentServer. Gli utenti aprono editor online sui dispositivi client senza installare una suite per ufficio completa. Si prevede che la piattaforma sarà integrata in archivi di file, wiki aziendali, sistemi di gestione dei progetti e altri servizi in cui i documenti devono essere visualizzati, modificati e discussi con i colleghi.
La prima versione stabile pubblicata come versione di Euro-Office DocumentServer 9.3.1 è pronta per architetture x86_64 e ARM64 nei formati deb e rpm. Il progetto è distribuito sotto la licenza AGPLv3.
Euro-Office è nato da ONLYOFFICE DocumentServer e nella prima fase ripete completamente la funzionalità del prodotto originale.
Gli sviluppatori rivendicano il supporto per i formati Microsoft Office e OpenDocument, inclusi DOCX, PPTX, XLSX, ODT, ODS e ODP.
12 aziende e organizzazioni europee hanno aderito allo sviluppo. Tra i partecipanti e i sostenitori figurano Nextcloud, IONOS, Eurostack, XWiki, OpenProject, Soverin, Abilian e BTactic. Il team propone Euro-Office come una piattaforma aperta e sviluppata in modo indipendente per servizi web che necessitano di un editor per ufficio collaborativo con una buona compatibilità con i formati di documenti più diffusi.
I creatori di Euro-Office spiegano il lancio del proprio fork con i problemi attorno a OnlyOFFICE. La descrizione del progetto afferma che gli sviluppatori della piattaforma originale non esaminano le modifiche inviate, non accettano richieste di pull e non mantengono aggiornate le istruzioni di assemblaggio.
Euro-Office ha già attirato critiche da parte di The Document Foundation, che sviluppa LibreOffice. L’organizzazione ha pubblicato una lettera aperta e ha dichiarato che il progetto utilizza OOXML, un formato Microsoft, per impostazione predefinita, anziché lo standard aperto OpenDocument. Secondo The Document Foundation, una piattaforma europea che rivendica la sovranità digitale non dovrebbe aumentare la dipendenza degli utenti da un formato controllato da un’azienda americana.
La Document Foundation contesta anche le affermazioni relative alla prima suite per ufficio aperta in Europa. L’organizzazione ricorda che OpenOffice.org e LibreOffice sono comparsi anche in Europa e sono nati dal codice StarOffice sviluppato dall’azienda tedesca Star Division.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance