Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

L’Exploit MongoBleed è online: 87.000 istanze su internet a rischio compromissione

28 Dicembre 2025 17:04

È stata scoperta, come riportato in precedenza, una grave vulnerabilità in MongoDB che consente a un aggressore remoto, senza alcuna autenticazione, di accedere alla memoria non inizializzata del server. Al problema è stato assegnato l’identificatore CVE-2025-14847 e un punteggio CVSS di 8,7, che rappresenta un livello di gravità elevato.

Il bug Improper Handling of Length Parameter Inconsistency

L’errore CWE-130 è correlato all’elaborazione errata dei parametri di lunghezza dei dati. In alcune situazioni, il server non associa correttamente il valore di lunghezza specificato nell’intestazione alla quantità effettiva di dati trasferiti.

Ciò è dovuto al protocollo di scambio dati di compressione Zlib: se i campi di lunghezza nell’intestazione compressa non corrispondono al contenuto effettivo, MongoDB potrebbe restituire al client una posizione di memoria non inizializzata in precedenza.

In parole povere, una richiesta appositamente creata consente di leggere frammenti della RAM di un server senza effettuare l’accesso. Questi dati possono contenere lo stato interno del processo, puntatori, strutture di servizio o altre informazioni che facilitano ulteriori attacchi.

La vulnerabilità interessa un’ampia gamma di versioni di MongoDB Server:

  • ramo 8.2 da 8.2.0 a 8.2.3
  • ramo 8.0 da 8.0.0 a 8.0.16
  • ramo 7.0 da 7.0.0 a 7.0.26
  • ramo 6.0 da 6.0.0 a 6.0.26
  • ramo 5.0 da 5.0.0 a 5.0.31
  • ramo 4.4 da 4.4.0 a 4.4.29
  • così come tutte le versioni di MongoDB Server 4.2, 4.0 e 3.6

Gli sviluppatori hanno già rilasciato aggiornamenti che risolvono il problema. Le correzioni sono disponibili nelle versioni 8.2.3, 8.0.17, 7.0.28, 6.0.27, 5.0.32 e 4.4.30. MongoDB sottolinea che lo sfruttamento della vulnerabilità è possibile lato client e non richiede credenziali, pertanto si consiglia di installare l’aggiornamento il prima possibile.

L’Exploit MongoBleed

MongoBleed viene eseguito  prima  dei controlli di autenticazione. Creando pacchetti di rete compressi e malformati, gli aggressori non autenticati possono ora indurre il server a gestire in modo errato le lunghezze dei messaggi decompressi, con il risultato che il server restituisce frammenti di memoria heap non inizializzati direttamente al client.

La causa principale risiede in message_compressor_zlib.cpp, dove il codice vulnerabile restituiva la dimensione del buffer allocato anziché la lunghezza effettiva dei dati decompressi. Questa falla sottile ma critica consente a payload sottodimensionati o malformati di esporre la memoria heap adiacente contenente informazioni sensibili, una vulnerabilità di buffer overflow  analoga a Heartbleed .

Poiché la falla è raggiungibile prima dell’autenticazione e non richiede alcuna interazione da parte dell’utente, i server MongoDB esposti a Internet corrono un rischio immediato di sfruttamento.

Secondo Censys, attualmente sono circa 87.000 le istanze potenzialmente vulnerabili esposte in tutto il mondo, mentre la ricerca di Wiz indica che il 42% degli ambienti cloud ospita almeno un’istanza MongoDB vulnerabile.

Risorse online

Negli ultimi giorni sono stati pubblicati su GitHub diversi repository dedicati allo sfruttamento e alla rilevazione della CVE-2025-14847, una vulnerabilità critica di memory disclosure in MongoDB legata alla gestione della compressione zlib (flag OP_COMPRESSED).

Progetti come ProbiusOfficial/CVE-2025-14847 e cybertechajju/CVE-2025-14847_Exploit forniscono proof of concept ed exploit funzionanti che dimostrano come sia possibile estrarre dati sensibili direttamente dalla heap di istanze MongoDB vulnerabili, evidenziando l’impatto concreto del bug.

Accanto agli exploit, sono comparsi anche strumenti di detection e scanning, come onewinner/CVE-2025-14847 e Black1hp/mongobleed-scanner, pensati per individuare rapidamente sistemi esposti, molto utili in contesti di bug bounty, red teaming e security assessment.

Il repository Ashwesker/Blackash-CVE-2025-14847 completa il panorama offrendo un’ulteriore implementazione focalizzata sull’analisi della vulnerabilità.

Nel complesso, questa ondata di tool conferma l’elevata attenzione della community sulla falla e la sua pericolosità reale in scenari di produzione, soprattutto per database MongoDB esposti in rete o non adeguatamente aggiornati.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Manuel Roccon 300x300
Ho iniziato la mia carriera occuparmi nella ricerca e nell’implementazioni di soluzioni in campo ICT e nello sviluppo di applicazioni. Al fine di aggiungere aspetti di sicurezza in questi campi, da alcuni anni ho aggiunto competenze inerenti al ramo offensive security (OSCP), occupandomi anche di analisi di sicurezza e pentest in molte organizzazioni.
Aree di competenza: Ethical Hacking, Bug Hunting, Penetration Testing, Red Teaming, Security Research, Cybersecurity Communication

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…