In sintesiL'FBI ha sequestrato sette domini del gruppo cinese Flax Typhoon, che cercava vulnerabilità nelle reti di compagnie energetiche e aeroporti. Le indagini, annunciate dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e dall'FBI, hanno rivelato che dietro l'attività di Flax Typhoon ci sarebbe la Integrity Technology Group di Pechino, che esegue contratti per il governo cinese. I domini sequestrati, tra cui 98aicai.com e 98aicode.com, erano utilizzati per diffondere programmi dannosi e mantenere l'accesso alle reti violate.
L’FBI ha sequestrato sette domini del gruppo cinese Flax Typhoon, che cercava vulnerabilità nelle reti di compagnie energetiche e aeroporti. Nel mirino degli hacker sono finite le compagnie di gas ed elettricità di Taiwan, una compagnia energetica americana, nonché aeroporti in Giappone e Polonia.
Le indagini hanno svelato come funzionava l’infrastruttura delle attacchi. L’operazione dell’8 ottobre 2026 è stata annunciata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e dall’FBI. Secondo le autorità americane, dietro l’attività di Flax Typhoon ci sarebbe la Integrity Technology Group di Pechino, che esegue contratti per il governo cinese.
L’azienda forniva agli operatori due strumenti, MicroScan e FishHub. Il tribunale ha autorizzato il sequestro dei domini attraverso i quali i malintenzionati controllavano le piattaforme. MicroScan verificava le vulnerabilità delle sistemi accessibili via internet, che i clienti di Integrity Tech potevano sfruttare in seguito. Parte delle richieste passava attraverso la botnet Raptor Train, composta da router, telecamere e altri dispositivi IoT infetti. Alla base della rete c’era una variante di Mirai. Per accedere a MicroScan, gli operatori utilizzavano il dominio c0cc.cc.
Tra gli obiettivi figuravano una compagnia energetica della Carolina del Sud, un’organizzazione internazionale non governativa, aeroporti in Giappone e Polonia, due università, nonché compagnie di gas ed elettricità di Taiwan. Di per sé, la scansione non dimostra che tutti gli obiettivi elencati siano stati violati. Le autorità americane affermano che in alcuni casi la raccolta di informazioni è sfociata in attacchi reali.
FishHub veniva utilizzato per phishing mirato. Dopo la prima penetrazione nella rete, lo strumento caricava ulteriori software dannosi, che permettevano ai clienti di Integrity Tech di ottenere accesso remoto, cercare file rilevanti e inviarli ai server sotto il loro controllo. Tra le vittime confermate dell’attività di FishHub, l’indagine americana cita circa 20 università di Taiwan.
Cinque domini sequestrati, 98aicai.com, 98aicode.com, outlook3650.com, youtubecard.com e linkedinns.net, aiutavano a diffondere programmi dannosi.
Il settimo indirizzo, 98aiblog.com, era collegato a SoftEther VPN, utilizzato per mantenere l’accesso alle reti violate. Insieme a c0cc.cc, che serviva MicroScan.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance