A causa dei danni ai cavi sottomarini nel Mar Rosso, l’ISP HGC Global Communications di Hong Kong ha riferito che l’incidente ha interessato 4 degli oltre 15 cavi sottomarini nella regione (Seacom, TGN, AAE-1, EIG), con conseguente capacità riduzione del 25%.
È importante notare che circa il 15% del traffico asiatico è diretto verso ovest e l’80% del traffico passa attraverso questi cavi nel Mar Rosso.
Per ridurre al minimo l’impatto sui clienti, HGC ha sviluppato un piano completo per deviare il traffico da Hong Kong:
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a nord attraverso la Cina continentale verso l’Europa;
est attraverso gli Stati Uniti verso l’Europa;
a ovest, utilizzando i restanti 11 sistemi di cavi sottomarini nel Mar Rosso.
HGC sta inoltre supportando le imprese interessate offrendo rotte alternative per il traffico da Hong Kong verso ovest per gli operatori nelle regioni del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA).
Andy Stone, direttore delle comunicazioni di Meta, si è rivolto a X per informare le persone che l’azienda guidata da Mark Zuckerberg sta lavorando su tale questione anche se non ha fornito dettagli su cosa è accaduto.
Earlier today, a technical issue caused people to have difficulty accessing some of our services. We resolved the issue as quickly as possible for everyone who was impacted, and we apologize for any inconvenience. https://t.co/ybyyAZNAMn
Subito dopo il down, Elon Musk ha riportato diversi tweet ironici sul fatto che l’ecosistema Meta sia andato giù di fatto elogiando la resilienza di X.
Il fatto è che non è stato un down di solo Facebook, ma di molte piattaforme online, incluse Discord, YouTube, ecc., hanno subito interruzioni.
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Guasti del servizio online
Ricordiamo che il 26 febbraio i cavi sottomarini delle telecomunicazioni nel Mar Rosso sono stati danneggiati, in seguito alle precedenti minacce degli Houthi yemeniti su un possibile atto di sabotaggio.
Le prime notizie di danni ai cavi sottomarini sono apparse la mattina del 26 febbraio, con riferimento alla pubblicazione israeliana Globes, secondo la quale i danni avrebbero interessato quattro cavi (EIG, AAE-1, Seacom e TGN-EA).
Seacom ha già confermato il danneggiamento di uno dei cavi situati tra Kenya ed Egitto.
L’importanza dei cavi sottomarini nel Mar Rosso
I cavi sottomarini che portano internet nel Mar Rosso sono considerati strategici per le connessioni globali per diversi motivi:
Posizione Chiave: Il Mar Rosso è una via di transito cruciale per il traffico di dati tra l’Europa, l’Asia e l’Africa. I cavi sottomarini che attraversano questa regione costituiscono un’importante infrastruttura di comunicazione per garantire la connettività tra queste aree geografiche.
Percorso Alternativo: I cavi nel Mar Rosso forniscono un percorso alternativo per il traffico di dati rispetto alle rotte terrestri più congestionate. Questo garantisce una maggiore affidabilità e resilienza alla rete, consentendo la diversificazione dei percorsi di comunicazione e riducendo il rischio di interruzioni.
Connettività Regionale: I cavi sottomarini nel Mar Rosso sono cruciali per la connettività regionale, consentendo lo scambio di dati tra i paesi del Medio Oriente, dell’Africa e dell’Asia. Questo favorisce lo sviluppo economico, sociale e tecnologico di queste regioni.
Trasmissione di Grandi Volumi di Dati: I cavi sottomarini sono in grado di trasmettere grandi volumi di dati a velocità elevate, il che li rende essenziali per supportare le crescenti esigenze di connettività globale, come il trasferimento di dati video ad alta definizione, il cloud computing e le comunicazioni aziendali.
In sintesi, i cavi sottomarini nel Mar Rosso sono fondamentali per garantire la connettività globale, facilitare lo scambio di dati su vasta scala e sostenere lo sviluppo socio-economico delle regioni collegate. La loro importanza è evidenziata dalla dipendenza delle principali piattaforme online e delle aziende da essi per mantenere operativa la loro infrastruttura di rete.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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