Sempre nel Veneto, si sta consumando in queste ore un nuovo incidente informatico. Questa volta ad essere colpita è l’azienda Nord Est Autovie Venete.
Infatti, nella giornata di giovedì pomeriggio, è stato segnalato al garante per la protezione dei dati personali che da mercoledì 9 novembre, sono stati riscontrati dei disagi nell’accesso alle infrastrutture IT dell’azienda.
“Nella giornata di mercoledì 09 novembre si sono verificate delle problematiche tecniche ancora oggetto di indagine sui sistemi dipartimentali aziendali della Società Autovie Venete. Le strutture di competenza stanno lavorando per risolvere le problematiche verificatesi che stanno avendo impatto critico sui sistemi informatici aziendali. Non si segnalano disservizi sulla rete autostradale.”
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Ha riportato la società in un messaggio all’ingresso del loro sito internet.
Restano aperti per operazioni prettamente di front office e di raccolta informazioni gli sportelli dei centri di assistenza autostradali (Cac) nelle sedi di Barriera Venezia Est, Latisana, Palmanova e Duino Sud.
La concessionaria autostradale si riserva ulteriori azioni presso gli organi competenti.
S.p.A. Autovie Venete è concessionaria delle autostrade A4 Venezia-Trieste, A23 Palmanova-Udine Sud,A28 Portogruaro-Pordenone-Conegliano, A57 tangenziale di Mestre (con competenza fino al Terraglio) e della A34 Villesse Gorizia.
Autovie Venete nasce nel 1928 e diventa pubblica nel 1950. Nove anni dopo ottiene la concessione di costruzione ed esercizio dell’autostrada Venezia-Palmanova-Trieste, con diramazione Palmanova-Udine. Un totale di 147 Km. Nel 1963 con la costituzione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, viene definito l’assetto societario della Concessionaria che, ancor oggi, ha nell’Ente pubblico l’azionista di maggioranza. Il tratto autostradale Trieste-Udine viene inaugurato nel luglio 1966.
Impegnata nello sviluppo delle infrastrutture nel Nordest italiano, Autovie Venete si occupa anche della realizzazione di infrastrutture nelle Repubbliche dell’Europa centro-orientale cooperando attivamente con quei Paesi. La collocazione geopolitica del Nordest italiano, ha infatti determinato una situazione favorevole per lo sviluppo dei collegamenti con l’estero, in particolare verso la Slovenia attraverso i valichi di Fernetti a Trieste e S. Andrea a Gorizia.
Al momento non si sa se si tratti di un attacco ransomware o di una normale violazione.
Nel mentre attendiamo un comunicato ufficiale dell’azienda, RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali.
Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo sulle nostre pagine per dare risalto alla questione.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza:Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research
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