I criminali informatici non mantengono mai le loro promesse! Questo è un dato di fatto. Su questo blog lo abbiamo riportato innumerevoli volte e quanto andremo a raccontarvi oggi, è un monito che serva per tutte quelle aziende che rimarranno vittima del ransomware in futuro.
Mai fidarsi dei criminali informatici!
LockBit non ha mai cancellato i dati delle vittime
Nell’ambito dell’operazione internazionale Cronos , le forze dell’ordine del Regno Unito hanno rivelato che il gruppo di estorsione LockBitconservava i dati delle sue vittime, nonostante avesse ricevuto un riscatto per la loro cancellazione.
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LockBit, che Graham Biggar, direttore generale della National Crime Agency (NCA) del Regno Unito, ha definito “il gruppo di ransomware più attivo e dannoso” degli ultimi quattro anni, è riuscito ad attaccare migliaia di organizzazioni in tutto il mondo sin dal suo inizio.
Le azioni dei criminali consistevano nel crittografare i dispositivi presenti nella rete della vittima e/o nel rubare dati, per poi richiedere un riscatto per fornire la chiave di decriptazione e cancellare i dati.
Nelle sue richieste, il gruppo ha affermato di mantenere rigorosamente le sue promesse. Questo perchè la mancata cancellazione dei dati avrebbe portato sfiducia nelle operazioni e i “clienti” non avrebbero più pagato i riscatti.
Schermata di una pubblicazione di rivendicazione di LockBit dove veniva chiaramente riportato “Destroy All Information”.
Le mancate promesse di LockBit
Tuttavia, come si è scoperto di recente, gli hackerconservavano copie di backup dei dati rubati anche dopo che la vittima aveva pagato il riscatto. Non è specificato se i criminali abbiano condiviso queste informazioni con terzi, ma il fatto stesso che i dati siano rimasti presso di loro smentisce completamente tutte le dichiarazioni e promesse degli estorsori.
La NCA prevede di pubblicare in seguito ulteriori informazioni ottenute durante l’operazione, compresi i dati sull’amministratore di LockbitSupp e sulle finanze del gruppo. Graham Biggar, parlando ai giornalisti, ha sottolineato la criticità della minaccia ransomware, sottolineando che il 2023 è stato un anno record per il numero di attacchi e per il volume dei fondi estorti.
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LockBit si ribrandizzerà, ma la sfiducia è ora indelebile
È possibile che LockBit tenti di ripristinare le sue attività criminali, ma le forze dell’ordine intendono continuare la lotta contro questo gruppo, soprattutto ora che dispongono di informazioni sufficienti sui suoi partecipanti e sui metodi di azione.
In precedenza abbiamo riferito che le forze dell’ordine hanno liquidato l’infrastruttura LockBit e hanno acquisito il pieno controllo del loro sito web sulla rete Onion. Ora, invece dell’elenco delle vittime, sono stati pubblicati vari segreti sulla struttura interna del gruppo.
Oggi si è anche saputo che l’operazione Kronos ha portato ai primi arresti di ex membri di LockBit che da tempo agivano nell’interesse del gruppo dalla Polonia e dall’Ucraina.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
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