L’FBI ha bloccato server e siti Web associati al gruppo ransomware RADAR/DISPOSSESSOR. L’operazione è stata condotta congiuntamente con partner del Regno Unito e della Germania.
Red Hot Cyber ha intervistato RADAR/DISPOSSESSOR circa un mese fa dove il gruppo ha fornito una serie di informazioni sul suo funzionamento.
Di conseguenza, le forze dell’ordine hanno confiscato server e domini utilizzati dagli hacker per sferrare gli attacchi. In particolare sono stati sequestrati 3 server negli USA, 3 server nel Regno Unito, 18 server in Germania nonché diversi domini (radar[.]tld, dispossessor[.]com, cybernewsint[.]com e altri). I siti servivano sia a coordinare gli attacchi che a creare notizie false e piattaforme video.
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Dall’agosto 2023, il gruppo DISPOSSESSOR, guidato da un criminale informatico di nome Brain, attacca le piccole e medie imprese in vari paesi, tra cui Stati Uniti, Argentina, Australia, Germania e altri. In totale sono state colpite 43 aziende. Gli hacker sono penetrati nelle reti attraverso vulnerabilità, password deboli e mancanza di autenticazione a più fattori, rubando dati e crittografando i dispositivi delle vittime, negando loro l’accesso alle informazioni.
Dopo l’attacco, se l’azienda non si metteva in contatto, i criminali stessi contattavano i dipendenti tramite e-mail o chiamate, minacciando di pubblicare i dati rubati. Gli aggressori hanno anche inviato collegamenti a piattaforme dove venivano pubblicati i file rubati, aumentando la pressione sulle vittime. Invece di screenshot con informazioni rubate, gli hacker hanno allegato alla pagina di fuga piccoli video che mostravano chiaramente cataloghi con dati rubati.
L’FBI ha esortato chiunque sia stato violato da DISPOSSESSOR a contattare l’Internet Crime Complaint Center (IC3) o la hotline 1-800-CALL dell’FBI.
In precedenza, il gruppo Dispossesor operava come gruppo ransomware, rilasciando dati rubati da altri attacchi ransomware come LockBit. Successivamente gli hacker hanno rivenduto i dati su vari forum clandestini. Nel giugno 2024, i criminali hanno iniziato a utilizzare il ransomware LockBit 3.0 trapelato, che ha aumentato notevolmente la portata dei loro attacchi.
Alcuni ricercatori ritengono che il gruppo sia stato creato da ex membri di LockBit, cosa confermata dagli stessi hacker, ma non è possibile verificare l’autenticità delle loro parole.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
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