Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

LockBit Operazione Cronos. Trend Micro sotto copertura ha consentito alle forze dell’ordine un vantaggio strategico

22 Febbraio 2024 18:03

Trend Micro, leader globale di cybersecurity, rende pubblico il ruolo decisivo che ha avuto nell’operazione internazionale che ha permesso di sgominare il gruppo ransomware LockBit.

I ricercatori Trend Micro si sono infiltrati nel gruppo e hanno lavorato sotto copertura per fermare il nuovo piano di attacco ransomware. Il tutto mentre è stata rilasciata una protezione per i clienti Trend Micro prima che il gruppo stesso avesse finito di testare il nuovo attacco.

Trend Micro ha quindi avuto un ruolo fondamentale nell’operazione che ha permesso alle Forze dell’Ordine di ottenere un vantaggio significativo contro i cybercriminali.

Robert McArdle, tra i principali ricercatori Trend Micro e consulente per Federal Bureau of Investigation (FBI) e National Crime Agency (NCA), ha affermato. “Siamo orgogliosi che la nostra intelligence sulle minacce abbia fornito un aiuto essenziale alle Forze dell’Ordine, nella missione condivisa di rendere il mondo un luogo più sicuro”.

Il gruppo cybercriminale LockBit è stato responsabile di circa il 25% (Sulla base dell’analisi Trend Micro e dei siti specializzati nel monitoraggio di ransomware, LockBit ha rappresentato circa il 25% di tutte le perdite da ransomware nel 2023) di tutte le minacce ransomware nel 2023 e, negli ultimi quattro anni, ha causato perdite per miliardi di dollari a migliaia di organizzazioni colpite in tutto il mondo.

McArdle continua. “La settimana scorsa Trend Micro ha protetto gli utenti Microsoft da una vulnerabilità critica e questa settimana abbiamo contribuito a fermare il gruppo cybercriminale più pericoloso al mondo. Ciò non significa che il gruppo di cybercriminali non agirà più, ma sicuramente molti altri cybercriminali non vorranno più essere coinvolti nelle attività guidate da questo gruppo”.

I dettagli che emergono da dietro le quinte dell’operazione includono sequestri di criptovaluta, arresti, incriminazioni, sanzioni e supporto tecnico per le vittime. L’operazione ha permesso di prendere il controllo del sito di LockBit, rivelando informazioni e identità personali dei membri del gruppo e dettagli dei loro lavori precedenti. L’operazione ha colpito la reputazione del gruppo, rendendolo sgradito e poco affidabile nel mondo del crimine informatico, e quindi non più redditizio.

Il ransomware è una delle minacce informatiche più gravi che le organizzazioni si trovano ad affrontare. I ransomware sono famosi per aver provocato seri danni a scuole, ospedali, organizzazioni governative, aziende e per aver messo in pericolo infrastrutture nazionali critiche. I cybercriminali si sono arricchiti grazie a questi attacchi e solo l’anno scorso, ad esempio, le vittime di ransomware hanno pagato oltre 1 miliardo di dollari a questi gruppi e ai loro affiliati, una cifra record.

Questa operazione ha permesso di:

  • Abilitare la protezione Trend Micro di default contro LockBit-NG-Dev per i suoi clienti;
  • Neutralizzare un ceppo di ransomware potenzialmente produttivo, impedendone l’uso in attacchi futuri;
  • Aiutare le Forze dell’Ordine in un’operazione che potrebbe determinare la fine di LockBit e stabilire un nuovo punto di riferimento nella collaborazione internazionale tra le Forze dell’Ordine e i partner privati;

LockBit è stata senza dubbio l’operazione Ransomware più grande e di maggiore impatto a livello globale, che ha costretto tutti i cybercriminali affiliati a una rivalutazione del proprio coinvolgimento in azioni di questo gruppo, anche per il rischio di essere coinvolti in future operazioni delle forze dell’ordine.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…