In sintesiOltre 400 pubblicazioni, tra cui CNN, Financial Times e Axios, hanno raggiunto un accordo con Google per l'uso a pagamento di contenuti giornalistici nei servizi di intelligenza artificiale. Google ha ampliato il programma pilota News AI, lanciato con The Washington Post e The Washington Examiner, includendo anche redazioni internazionali e piccole testate regionali degli Stati Uniti.
Oltre 400 pubblicazioni in tutto il mondo hanno raggiunto un accordo con Google per l’uso a pagamento di contenuti giornalistici nei servizi di intelligenza artificiale. Tra i nuovi partner figurano CNN, Financial Times e Axios. Mentre le risposte dei motori di ricerca sostituiscono sempre più i collegamenti ai siti, le redazioni cercano nuovi modi per monetizzare le pubblicazioni.
Google ha ampliato il programma pilota News AI, lanciato nel 2025 con la partecipazione di The Washington Post e The Washington Examiner. Si sono uniti Forbes, Texas Tribune, Post and Courier, Oil City News e Shaw Media. Il programma include sia redazioni internazionali che piccole testate regionali degli Stati Uniti, anche se il numero esatto dei partecipanti e le condizioni dei singoli contratti non sono stati resi noti.
Gli editori concedono a Google diritti estesi sui materiali, e l’azienda paga per il loro utilizzo nello sviluppo di funzionalità di intelligenza artificiale generativa. Tra gli esempi citati da Google ci sono riassunti dettagliati degli articoli nelle pagine delle testate su Google News e riassunti audio personalizzati. Entrambi i formati devono includere l’attribuzione dell’autore e collegamenti diretti alle pubblicazioni.
Un accordo separato pluriennale è stato stipulato da CNN. La rete televisiva permetterà a Google di utilizzare ulteriori contenuti per funzionalità sperimentali nei propri prodotti. Il senior vice president di CNN per le partnership strategiche, Sam Felix, ha collegato il contratto alla ricerca di nuovi modi per attrarre il pubblico e ottenere un compenso per la proprietà intellettuale. L’importo dell’accordo non è stato reso pubblico.
Per CNN, l’accordo rappresenta la prima partnership dopo la conclusione dell’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance. Il CEO David Ellison mira a rafforzare la direzione tecnologica del business mediatico unificato. CNN sottolinea di continuare le trattative con altre aziende e di voler proteggere i diritti sui propri contenuti.
Il problema principale degli editori è legato ai cambiamenti nella ricerca. Gli utenti ricevono un riassunto pronto da parte di una rete neurale e spesso non aprono l’articolo su cui si basa la risposta. La perdita di collegamenti riduce le possibilità di vendere pubblicità e abbonamenti. In precedenza, degli studi avevano già registrato un calo del traffico sui siti a causa delle risposte di intelligenza artificiale di Google, anche se l’entità delle perdite dipende dal campione e dal metodo utilizzato.
Nella dichiarazione di Google sull’ampliamento del programma si parla del pagamento per i contenuti delle nuove funzionalità, non dell’acquisto del traffico di ricerca perso. L’azienda promette di mostrare collegamenti alle fonti originali, ma non fornisce risultati che dimostrino che i nuovi formati compensino alle redazioni la diminuzione del traffico. Non è chiaro neanche se i diritti di addestramento dei modelli siano inclusi in ogni contratto.
In seguito a queste nuove intese, gli editori intensificano la lotta per il controllo sui materiali. Alcuni stipulano accordi di licenza, altri richiedono il consenso all’uso delle pubblicazioni nell’intelligenza artificiale e si rivolgono ai tribunali. Per Google, la collaborazione con centinaia di redazioni apre l’accesso a notizie professionali, mentre per i media stessi rimane aperto il dubbio se i pagamenti possano sostituire i precedenti ricavi derivanti dai collegamenti dei lettori.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance