Negli ultimi mesi, una vulnerabilità critica chiamata Metro4Shell ha attirato l’attenzione degli esperti di sicurezza informatica per il suo impatto sui sistemi di sviluppo basati su React Native.
La falla, identificata come CVE-2025-11953, permette a malintenzionati di eseguire codice malevolo su macchine Windows, Linux e macOS.
Cos’è Metro e perché è a rischio
Metro è il bundler JavaScript predefinito per progetti React Native. Il problema nasce dal fatto che Metro può esporre endpoint HTTP destinati all’uso locale anche su interfacce di rete esterne. Questo ha permesso agli attaccanti di sfruttare endpoint progettati solo per la fase di sviluppo.
Advertising
In particolare, l’endpoint /open-url accetta richieste POST contenenti URL personalizzati che vengono passati alla funzione open() senza alcuna sanificazione. Questo comportamento consente l’esecuzione arbitraria di comandi su Windows e l’avvio di file eseguibili con controllo limitato dei parametri su Linux e macOS.
Scoperta e diffusione della vulnerabilità
La vulnerabilità è stata rilevata a novembre 2025 dai ricercatori della JFrog. Essa interessa le versioni di @react-native-community/cli-server-api dalla 4.8.0 fino alla 20.0.0-alpha.2. Subito dopo la divulgazione pubblica, sono comparsi diversi proof-of-concept exploit che dimostrano la facilità con cui la falla può essere sfruttata.
I primi attacchi reali sono stati individuati il 21 dicembre 2025 dalla società VulnCheck, che ha confermato ulteriori episodi il 4 e il 21 gennaio 2026. In tutti i casi, gli aggressori hanno trasmesso payload codificati in base64 nei POST HTTP, principalmente script PowerShell.
Modalità di attacco e impatto
Una volta decodificato e avviato, il payload compie diverse operazioni: disattiva le protezioni aggiungendo eccezioni in Microsoft Defender, apre connessioni TCP verso server di controllo, scarica file eseguibili temporanei e li avvia con parametri forniti dagli aggressori. I binari Windows, pacchettizzati con UPX e scritti in Rust, mostrano logiche di anti-analisi, mentre versioni simili per Linux confermano la natura cross-platform degli attacchi.
Secondo ZoomEye, oggi sono disponibili online circa 3.500 server Metro React Native esposti. Gli esperti di VulnCheck sottolineano che CVE-2025-11953 evidenzia come le infrastrutture di sviluppo possano diventare vulnerabili come ambienti di produzione quando accessibili dall’esterno.
Advertising
Il consiglio principale per gli sviluppatori è aggiornare immediatamente le versioni di Metro interessate e limitare l’esposizione degli endpoint locali a reti fidate.
Questa vicenda dimostra come la sicurezza negli ambienti di sviluppo non sia più un aspetto secondario, ma una priorità fondamentale per prevenire intrusioni gravi e compromettere dati sensibili. La ricerca è stata condotta da VulnCheck.
La lezione è chiara: ogni strumento di sviluppo può diventare un vettore di attacco se non viene gestito con criteri di sicurezza rigorosi e aggiornamenti tempestivi.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.