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Microsoft ha bloccato Defender nel tentativo di correggere una vulnerabilità zero-day

Microsoft ha bloccato Defender nel tentativo di correggere una vulnerabilità zero-day

20 Agosto 2026 12:26
In sintesi

Un aggiornamento di Windows Defender rilasciato dopo la correzione dello zero-day ShieldBreak sta causando problemi alle scansioni: quelle rapide e complete falliscono, mentre quelle offline si bloccano al 91%. Il caso evidenzia anche i nuovi rischi legati all’impiego dell’intelligenza artificiale nell’intero ciclo DevSecOps.

Recentemente è stata scoperta una vulnerabilità zero-day nell’attacco ShieldBreak di Windows Defender che consente agli aggressori di raggiungere il livello SYSTEM su Windows 10, Windows 11 e Windows Server. Microsoft ha prontamente rilasciato un aggiornamento di sicurezza, ma dopo questo aggiornamento Windows Defender non è stato in grado di eseguire la scansione rapida, la scansione completa o la scansione offline.

Gli utenti su Reddit, segnalano che sia le scansioni rapide che quelle complete falliscono nell’ultima fase e le scansioni offline sono bloccate al 91%. È interessante notare che la scansione manuale dell’intera unità funziona ancora, suggerendo che il problema potrebbe essere correlato al modo in cui Defender gestisce determinate scansioni.

Nel registro eventi di Windows vengono visualizzati errori con il codice 0x000005, che indicano la libreria mpengine.dll, che fa parte del motore antivirus Microsoft. Vengono segnalati anche gli errori di sessione DefenderApiLoggerLowPriv.

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Secondo Aryeh Goretsky, leader del forum Neowin ed ex ricercatore ESET, le versioni interessate di Windows Defender sono v1.1.26070.7 e v1.1.26080.2 se utilizzate con le seguenti versioni di Microsoft Security Intelligence Update:

  • 1.457.222.0;
  • 1.457.225.0;
  • 1.457.226.0;
  • 1.457.227.0;
  • 1.457.230.0.

Al momento, Microsoft non ha ammesso ufficialmente che sia stato l’ultimo aggiornamento di Defender a causare gli errori di scansione, ma ripristinare il sistema alle versioni precedenti aiuta a risolvere il problema, il che conferma indirettamente la colpa degli ultimi aggiornamenti.

Questa vicenda evidenzia in modo netto un aspetto importante dell’attuale ecosistema di sviluppo: l’introduzione dell’intelligenza artificiale all’interno dell’intero processo DevSecOps non elimina i rischi, ma può introdurne di nuovi.

Dalla scrittura del codice alla revisione, dalla generazione dei test alla gestione delle dipendenze, fino alla produzione e al rilascio degli aggiornamenti di sicurezza, oggi l’AI può intervenire in numerose fasi della software supply chain.

Questo accelera significativamente lo sviluppo del software e aumenta la complessità del processo e rende necessario verificare con attenzione ogni modifica generata o suggerita dai sistemi automatizzati.

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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance