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Microsoft rafforza Windows: la protezione avanzata del kernel sarà su milioni di PC

Microsoft rafforza Windows: la protezione avanzata del kernel sarà su milioni di PC

5 Settembre 2026 18:32
In sintesi

Microsoft attiverà automaticamente la verifica dell'integrità della memoria (HVCI) su milioni di PC a partire da ottobre 2026. La funzione, che protegge il kernel di Windows utilizzando la sicurezza basata sulla virtualizzazione, sarà attivata tramite aggiornamenti cumulativi normali. Microsoft verificherà compatibilità hardware e software prima dell'attivazione.

Microsoft si prepara ad attivare automaticamente una delle principali protezioni di Windows su un numero molto più ampio di computer. A partire da ottobre 2026, gli aggiornamenti normali del sistema inizieranno ad attivare la verifica dell’integrità della memoria sui dispositivi compatibili, dove la funzione è rimasta disattivata fino ad ora.

L’integrità della memoria, anche conosciuta come Hypervisor-protected Code Integrity (HVCI), protegge il kernel di Windows utilizzando la sicurezza basata sulla virtualizzazione (VBS). L’hypervisor crea un ambiente isolato in cui Windows verifica il codice prima di permettergli di operare con privilegi massimi. Questo approccio impedisce ai programmi dannosi di inserire codice nel kernel e di utilizzare driver pericolosi o compromessi.

Fino ad ora, Windows ha attivato automaticamente l’integrità della memoria principalmente nelle nuove installazioni di Windows 11 e nei computer che soddisfano determinati requisiti hardware. A partire da ottobre, Microsoft estenderà la copertura anche ai sistemi esistenti. La protezione arriverà attraverso gli aggiornamenti cumulativi di Windows, e sui computer con VBS disattivata il sistema attiverà la virtualizzazione se necessario.

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Microsoft non intende modificare forzatamente le impostazioni su  tutti i computer. Prima dell’attivazione, Windows verificherà le capacità hardware, la compatibilità dei driver e dei programmi, nonché il possibile impatto sulle prestazioni. Secondo Microsoft, l’attivazione automatica di HVCI dipende anche dal processore, dalla quantità di memoria, dal disco, dalle impostazioni di virtualizzazione e dalla compatibilità dei driver installati.

La verifica della compatibilità non serve solo come precauzione. Alcuni vecchi driver e programmi entrano in conflitto con HVCI, causando malfunzionamenti dei dispositivi o delle applicazioni, e in rari casi persino un arresto anomalo durante l’avvio di Windows. Su processori più vecchi, la protezione virtualizzata può influire maggiormente sulle prestazioni, poiché parte dei meccanismi hardware necessari deve essere emulata.

Microsoft rispetterà le scelte degli utenti e degli amministratori di sistema. Se il proprietario del computer o un’organizzazione hanno disattivato esplicitamente l’integrità della memoria in precedenza, gli aggiornamenti di ottobre non riattiveranno la funzione. Le politiche aziendali di gestione continueranno a essere applicate.

L’estensione della copertura di HVCI trasforma gradualmente la protezione virtualizzata del kernel da un’opzione aggiuntiva a una caratteristica standard di Windows. L’integrità della memoria è necessaria anche per alcuni meccanismi di sicurezza più recenti, inclusa la protezione hardware dello stack del kernel, e VBS funge da fondamento per un insieme di funzioni di protezione isolate.


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Luigi Zullo 300x300
Ricercatore di sicurezza informatica con esperienza nell’analisi delle vulnerabilità, nella mitigazione del rischio cyber, nelle attività di red teaming ed ethical hacking e nella protezione di sistemi complessi. Specializzato in penetration testing e Threat Intelligence, contribuisce al rafforzamento della resilienza digitale di infrastrutture e reti aziendali.
Aree di competenza: Penetration Testing, Threat Intelligence, Red Teaming, Vulnerability Assessment, Incident Response