Microsoft ha rilasciato una patch per una vulnerabilità ad alta severità (CVE-2026-42897) che consente l'esecuzione di codice JavaScript arbitrario attraverso attacchi XSS su Exchange Server. La falla colpisce le versioni 2016, 2019 e la Subscription Edition (SE), permettendo agli attaccanti remoti di sfruttarla senza privilegi tramite email appositamente create.
Microsoft ha rilasciato una patch per una vulnerabilità attivamente sfruttata nei server Exchange che consente agli attori delle minacce di eseguire codice JavaScript arbitrario in attacchi XSS (Cross-Site Scripting) mirati agli utenti di Outlook Web Access. La falla, classificata come spoofing è un bug ad alta severità (CVE-2026-42897) che colpisce Exchange Server 2016, Exchange Server 2019 e la Subscription Edition (SE).
Gli attaccanti remoti possono sfruttare il bug senza privilegi, inviando email appositamente create che, se aperte in Outlook Web Access e in presenza di determinate condizioni, permettono l’esecuzione di JavaScript arbitrario nel contesto del browser.
Il 15 maggio la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) ha aggiunto questa vulnerabilità alla sua lista di falle sfruttate in modo attivo dai criminali informatici, ordinando alle agenzie governative statunitensi di patchare i loro server entro due settimane, ovvero il 29 maggio.
Negli ultimi cinque anni, CISA ha incluso nella lista ben 20 vulnerabilità dei server Exchange, di cui 14 sfruttate dai gruppi ransomware. A ottobre, poche settimane dopo la fine del supporto per Exchange 2016 e 2019, CISA e il National Security Agency Statunitense (NSA) hanno pubblicato delle specifiche linee guida per rafforzare i server Exchange contro gli attacchi.
Le aziende devono agire rapidamente in quanto viene registrato un 54% degli attacchi riusciti, ma quelli che effettivamente generano allarmi sono solo il 14%.
Un recente whitepaper di Picus ha evidenziato l’efficacia dei test di simulazione e di attacco nel validare le regole del SIEM (Security Information and Event Management) e dell’EDR (Endpoint Detection and Response).
Questi metodi garantiscono che le minacce non eludano i sistemi di controllo, migliorando così la sicurezza delle infrastrutture aziendali. Le simulazioni e gli attacchi simulati fanno comprendere eventuali lacune nelle configurazioni di sicurezza e migliorare la postura cyber delle aziende. Questo approccio proattivo rafforza le difese e permette anche di adattarsi rapidamente alle nuove minacce emergenti.
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