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Microsoft slitta ancora il passaggio al nuovo Outlook: addio al classico… forse nel 2029

Microsoft slitta ancora il passaggio al nuovo Outlook: addio al classico… forse nel 2029

13 Marzo 2026 07:51

Il nuovo Outlook per Windows sta diventando la transizione più lunga e tortuosa della storia recente di Microsoft. Quella che doveva essere una migrazione rapida verso un client unificato, moderno e “semplice da gestire”, si sta trasformando in un percorso ad ostacoli, pieno di rinvii e malumori degli utenti.

Microsoft ha appena annunciato un ulteriore posticipo della fine del supporto al classico Outlook, originariamente prevista per aprile di quest’anno. Per gli utenti enterprise, la scadenza è stata spostata a marzo 2027: un anno in più per digerire una migrazione che, a giudicare dai feedback, nessuno sembra volere davvero. Il vecchio Outlook sarà supportato fino al 2029, il che significa che la “rivoluzione” promessa dal nuovo client rischia di diventare… epica.

Perché il nuovo Outlook stenta così tanto?

Il nuovo Outlook nasce con un obiettivo chiaro: unificare l’esperienza email tra Windows, Web e mobile, allineando la versione desktop alla potenza e alle funzionalità del classico client. In teoria, una semplificazione elegante e moderna. Nella pratica, però, gli utenti incontrano limitazioni importanti, alcune delle quali insopportabili per chi lavora in azienda:

  • Modalità offline incompleta: il classico Outlook funziona completamente offline con mailbox cache. Il nuovo, essendo un wrapper del web, richiede una connessione stabile: un incubo per chi viaggia o lavora in mobilità.
  • Problemi con i PST: l’interazione con i file PST, fondamentali per backup e migrazione dati, è limitata nel nuovo client.
  • Add-on e integrazioni: molti add-on del vecchio Outlook non funzionano bene con il nuovo client, costringendo gli utenti a rinunciare a strumenti consolidati.
  • Personalizzazione e automazione ridotte: regole avanzate e configurazioni personalizzate sono state semplificate, deludendo i power user più esigenti.

Microsoft sta provando a risolvere questi problemi, ma i progressi sono lenti. La nuova scadenza dà tempo all’azienda per affrontare le criticità e migrare gradualmente gli utenti verso il client “unificato”. Ma i costanti rinvii raccontano una storia diversa: l’adozione non corre come promesso, e molti utenti rimangono fedeli al vecchio Outlook, quasi per principio.

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Un percorso a ostacoli che dura da anni

Il percorso di transizione del nuovo Outlook è iniziato nel 2022 con test privati e opt-in. Nel 2023 è arrivata la prima versione pubblica, mentre nel 2024 Microsoft ha reso l’app disponibile su larga scala e ritirato Windows Mail. Nel 2025, alcune organizzazioni sono state migrate automaticamente, con possibilità di opt-out. Il piano originale prevedeva la fase finale della migrazione già nel mese prossimo, ma ora la realtà è ben diversa: le aziende hanno un anno in più per prepararsi e decidere se davvero vogliono cedere al nuovo client.

Microsoft spinge, promette innovazione e semplicità, ma la resistenza degli utenti dimostra che cambiare abitudini consolidate è complicato… e richiede tempo. Il nuovo Outlook è qui, ma la sua rivoluzione potrebbe arrivare lentamente… molto lentamente. E per molti, il classico Outlook resterà l’ancora di salvezza fino al 2029.



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Luca Galuppi 2 300x300
Appassionato di tecnologia da sempre. Lavoro nel campo dell’informatica da oltre 15 anni. Ho particolare esperienza in ambito Firewall e Networking e mi occupo quotidianamente di Network Design e Architetture IT. Attualmente ricopro il ruolo di Senior IT Engineer e PM per un’azienda di Consulenza e Servizi IT.
Aree di competenza: Firewall, Networking, Network Design, Architetture IT, Servizi IT
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